GROTTAMMARE – Ve lo ricordate il film di Oliver Stone, “Ogni maledetta domenica”? C’è una frase detta dal protagonista, Al Pacino, che in appena undici parole racchiude l’essenza inscindibile dello sport, di qualsiasi natura esso sia : “O vinceremo come gruppo o verremo annientati ognuno come singolo individuo”

Il Grottammare ha iniziato la stagione 2011/2012 puntando proprio sull’organico e sull’armonia al suo interno, costruendo una rosa di 18 giocatori dove ogni persona è considerata come tassello fondamentale di valore pari ed eguale al suo compagno. Il risultato è sotto gli occhi di tutto, dato che la compagine ha reso più che bene conquistando l’attuale quarto posto in classifica in piena zona playoff. Da poco più di un mese si sono aggiunti due nuovi ragazzi, a conseguenza del mercato natalizio: Riccardo Adorante e Manuele Amadori. Appena arrivati e sono già parte integrante del team. Ci siamo seduti a parlare con loro per conoscerli meglio.

Adorante, puoi presentarti ai tuoi nuovi tifosi?

Mi chiamo Riccardo Adorante, originario di Pineto. Nel mio passato calcistico prima di giungere qui ci sono Città Sant’Angelo, Centobuchi, Penne e Montesilvano. Sono un centrocampista centrale.

Il tuo pensiero sul Grottammare?

Per quello che riguarda la squadra siamo un gruppo di 20 titolari, tutti sulla stessa linea d’onda. La nostra rosa è forte e non ci sono posti fissi, ognuno è in discussione. Per quello che riguarda la società è molto seria e in passato ha fatto bei campionati. I giocatori che ho avuto modo di sentire e che sono venuti qui per poi andarsene mi hanno tutti riferito di esser rimasti contenti. Ho accettato perché la squadra è forte e sono venuto carico per contribuire ai playoff.

Un punto di forza e un punto di debolezza della squadra?

Il punto di forza è sicuramente l’organico, incredibilmente compatto e con personale qualificato che si occupa della sua gestione. Debolezza? Mi viene solo da pensare che ultimamente abbiamo perso qualche punto non riuscendo a chiudere delle partite che meritavamo di vincere, ma il calcio è anche questo e noi lavoriamo per migliorarci di continuo.

Come ti vedi da qui ai prossimi anni?

Penso solo a fare bene quest’anno e a dare il massimo, poi per il futuro si vedrà.

Un messaggio che vuoi mandare ai tifosi?

Dico solo che noi continueremo a dare il 100 percento da qui fino alla fine delle restanti 12 partite, li invito quindi a continuare a seguirci e a credere in noi.

Passiamo ora a Manuele Ramadori. Puoi presentarti a tua volta?

Sono originario di un paese vicino Macerata. Nel mio passato calcistico ci sono Maceratese, Pergolese, Biagio Nazzaro, Civitanovese.

 

Il tuo pensiero sul Grottammare?

Conoscevo il Grottammare solo come avversario, poi sono venuto qui e la società mi ha apprezzato e aiutato fin dall’inizio. L’attuale posizione in classifica genera in noi la giusta pressione, siamo consapevoli del valore della squadra e crediamo di poter vincere i playoff. Come per la scorsa stagione, anche quest’anno abbiamo un grande team, non dimentichiamo però che anche se sulla carta ci sono giocatori forti non è mai facile. Abbiamo la consapevolezza nelle gambe e nello spirito, ma in questo campionato molto spesso i valori non vengono fuori in quanto lo stesso è totalmente equilibrato. Ci vuole anche fortuna per arrivare al traguardo.

Un punto di forza e un punto di debolezza della squadra?

Punto di forza? Il gruppo unito nel quale mi sto inserendo molto bene, oltre al tasso tecnico d’esperienza e il valore dei vari reparti. Il punto di debolezza sono le difficoltà che si hanno ogni domenica di poter mantenere il livello di bel calcio che finora abbiamo dimostrato. Come ho spiegato prima, è davvero difficile mantenere una costanza ottimale per svariati motivi. Ma questo, in fondo, è un punto di debolezza che hanno tutte le squadre.

Come ti vedi da qui ai prossimi anni?

Ogni anno cerco sempre di fare meglio, io mi auguro semplicemente di avere una certa continuità e raggiungere una maturità calcistica che mi permetta ogni domenica di fare sempre bene.

Un messaggio che vuoi mandare ai tifosi?

A tutti i giocatori farebbe piacere giocare di fronte a 1000 o 2000 persone, è una marcia in più. Qualche ulteriore aiuto a livello di numero di presenze dal pubblico per noi è fondamentale, quindi chiedo ai tifosi di venire allo stadio e di portare con loro tanta più gente possano coinvolgere.

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