ALBA ADRIATICA – Domani si apre presso la Corte d’Appello dell’Aquila, il ricorso contro la sentenza di primo grado per l’omicidio Fadani, il giovane commerciante ucciso brutalmente a calci e pugni da un gruppo di rom ad Alba Adriatica l’11 novembre 2009.

“A distanza di poco più di due anni dall’evento – afferma Nita D’Orazio, madre di Emanuele – due rom dei tre presenti al pestaggio sono in totale libertà per le vie di Alba Adriatica esibendo atteggiamenti di irriverente presunzione al cospetto di una giustizia lacunosa e generica. Confidiamo nella Magistratura affinché anche simili condotte di compartecipazione ad atti violenti e lesivi vengano sostanzialmente punite e responsabilizzate alla stregua di un reato violento conclamato, confesso o comprovato”.

La condanna in primo grado, emessa ad aprile 2011, aveva condannato a dieci anni di reclusione Elvis Levakovic (il rom che sferrò il pugno mortale) e ad un risarcimento economico nei confronti dei familiari, e aveva assolto Danilo Levakovic e Sante Spinelli “per non aver commesso il fatto”. A seguito dell’omicidio Fadani è stata costituita l’associazione “Per non dimenticare” che riunisce amici e familiari di Emanuele il cui impegno è quello di sensibilizzare sulla necessità di una maggiore sicurezza sul territorio.

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