SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A causa di un disguido tecnico, non avevamo potuto pubblicare la nota stampa inviata nei giorni da Davide Usberti, amministratore delegato Gas Plus. Avevamo in seguito pubblicato le risposte dei comitati di quartiere, lamentando però l’assenza del comunicato originario. Fortunatamente tutto si è risolto e pubblichiamo dunque, per completezza di informazione, la comunicazione della società che potrebbe realizzare lo stoccaggio gas di San Benedetto. Per tutti gli approfondimenti tecnici ed economici rimandiamo alla nostra pagina www.rivieraoggi.it/gas-plus

Prendiamo spunto da questo particolare momento in cui Gas Plus e tutti gli operatori sono pienamente impegnati ad assicurare gli approvvigionamenti di gas al paese, per rivolgerci a tutti i soggetti coinvolti nel vaglio dell’iniziativa di stoccaggio a San Benedetto del Tronto.

Avevamo evocato già nel dibattito pubblico dello scorso gennaio 2011 il ruolo in termini di sicurezza degli approvvigionamenti degli stoccaggi.

Se il sistema energetico italiano sta “reggendo” alla crisi di freddo e di approvvigionamento del gas di questi giorni è grazie agli stoccaggi.

Ma vi è di più: la zona centrale adriatica, la dorsale adriatica, è una delle zone con minor presenza di stoccaggi e di approvvigionamento locale di gas, per la forte riduzione della produzione a mare.

E’ quindi importante, per meglio garantire la continuità di approvvigionamenti, disporre in loco di capacità di stoccaggio: il gas non deve mai mancare alle famiglie ed alle imprese (a molte imprese è stato richiesto in questi giorni di tagliare i consumi).

Si è parlato di sicurezza, ma gli stoccaggi esistono dagli anni ’50, hanno sempre rappresentato un’infrastruttura particolarmente sicura ed il progetto di San Benedetto del Tronto, con nostra piena collaborazione, è sottoposto ad un vaglio particolarmente accurato.

Auspichiamo quindi un momento di riflessione sull’iniziativa: lo stoccaggio di San Benedetto del Tronto rappresenta un elemento per la sicurezza di approvvigionamento del territorio e per disporre, sempre, della fonte energetica meno inquinante tra quelle oggi, e per molti decenni, disponibili su vasta scala.

Davide Usberti

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