Carte di credito. Un nostro lettore ci ha riferito di un problema che ha avuto dopo aver ricevuto un pagamento con carta di credito. Per tre volte un cliente lo ha pagato rispettivamente con 150, 600 e ancora 600 euro. Ogni volta ha mostrato la propria carta d’identità che corrispondeva al nome sulla carta ed ha firmato il relativo scontrino. Dopo cinque mesi circa si è visto recapitare dalla ditta che gestisce la carta tre lettere nelle quali era scritto: “Gentile esercente, la informiamo di aver disposto un addebito sul suo conto corrente per l’importo di € 150,00 (nelle altre due 600 e 600 Ndr) relativo alla suddetta transazione, denunciata come fraudolenta dal Titolare di Carta addebitato che non la riconosce come propria”. In contemporanea le cifre gli sono state addebitate direttamente sul conto corrente.

L’esercente si chiede: ma se la transazione è stata regolarmente accettata e se la carta di identità corrispondeva al nome del titolare della carta, come avrei potuto non accettarla? E’ sufficiente che un titolare della carta di cretico dica di non aver fatto una determinata transazione per aver restituita la cifra dal gestore della carta?

Anche a me la cosa appare stranissima ma ho sottomano le carte che testimoniano l’accaduto. Se qualche nostro lettore ne sa di più accettiamo volentieri la spiegazione visto che anche l’invio della documentazione di vendita non sembra essere stata utile per il riaccredito delle somme alla ditta venditrice.

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