SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nessun tema locale, ma il Consiglio Comunale si è comunque spaccato su argomenti di respiro nazionale. Quella di mercoledì sera è stata infatti un’assise infuocata, riscaldata da discussioni senza sosta inerenti la cittadinanza ai bambini extracomunitari nati su suolo italiano e la violenza sessuale di gruppo. A tal proposito infatti sono stati presentati ordini del giorno che hanno visto scatenato non pochi botta e risposta tra gli schieramenti politici.

Il primo documento è stato presentato dal Pd e impegna l’amministrazione a sostenere la proposta di legge e la connessa campagna di raccolta firme per dare la cittadinanza a tutti coloro che nascono sul suolo italiano.

Articolato il dibattito, con i consiglieri di maggioranza impegnati a dare vigore a questa richiesta avallata anche dal Presidente della Repubblica e quelli di minoranza che hanno parlato di strumentalizzazione dell’argomento, di un falso problema, di altre priorità per garantire l’effettiva parità di diritti a tutti coloro che vivono e lavorano in Italia. E’ intervenuto anche il neoeletto consigliere aggiunto degli immigrati Sahab Uddin (cui sono andati gli auguri di buon lavoro da parte di tutti i colleghi) che ha spiegato come “i nostri figli si sentano qui a casa propria, non nel paese di provenienza dei genitori dove non hanno legami”.

Il sindaco Gaspari ha sottolineato come negli ultimi tre anni la città abbia registrato un lento ma costante incremento di popolazione legato esclusivamente alla presenza di nuovi cittadini di altri Paesi e ha definito la concessione della cittadinanza ai giovani nati in Italia “una battaglia di civiltà”.

Presentato da tutte le consigliere comunali, invece, (prima firmataria Giulietta Capriotti, gruppo Pd) un ordine del giorno che impegna il Comune a sostenere una campagna di protesta contro la recente sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato l’obbligo di custodia cautelare in carcere per chi si macchia del reato di violenza sessuale compiuta in gruppo. Anche in questo caso, lungo dibattito con toni simili da tutti i fronti e documento votato all’unanimità.

Un ultimo ordine del giorno, infine, anch’esso votato all’unanimità (con la minoranza però assente), impegna il Sindaco, che parteciperà all’assemblea dei soci della CIIP spa del 24 febbraio, ad esprimere la contrarietà della città a qualsiasi ipotesi di imbottigliamento dell’acqua dei Sibillini.

In precedenza proprio su quest’argomento, su impulso di Ferritto (Cinquestelle), si era sviluppato un confronto a più voci, a metà tra la disquisizione tecnica e il dibattito politico, per capire se era nelle possibilità del Consiglio apportare modifiche (analoghe a quelle contenute nell’ordine del giorno poi approvato) alla delibera con cui si dava il via libera all’approvazione del bilancio di previsione della società che gestisce il ciclo delle acque. Le perplessità del capogruppo PDL Gabrielli sulla formulazione dell’atto (che, essendo richiesto di approvazione in testo simile per tutti i Comuni soci della Ciip, di fatto impediva qualsiasi tipo di intervento da parte del Consiglio), sono state condivise anche dal vicesegretario generale De Berardinis.

Marinucci ha chiesto al Sindaco di esercitare la massima vigilanza sull’attuazione del progetto, previsto nel bilancio della CIIP, di realizzazione di un impianto di produzione di biogas nel depuratore di zona Sentina (cioè in piena Riserva Naturale) con un investimento di 6 milioni.

La delibera è stata alla fine approvata, così come è stato dato il via alla revoca del cambio di destinazione d’uso di un edificio di via Zandonai da residenziale a turistico ricettivo e alla modifica del regolamento per l’utilizzo delle superfici e delle aree pubbliche per prorogare al 15 ottobre il termine entro cui le attività commerciali che vogliono occupare suolo pubblico devono adeguare i servizi igienici per i disabili e individuare spazi da destinare ai contenitori per la raccolta differenziata. I consiglieri PD Morganti ed Evangelisti hanno sottolineato che la proroga si è resa necessaria per venire incontro all’impossibilità di diversi commercianti di apportare le modifiche strutturali richieste entro il termine precedente del 9 febbraio. Ma hanno anche aggiunto che questa sarà l’ultima proroga concessa, mentre da subito tutte le nuove domande di occupazione  dovranno essere accompagnate da un progetto che illustri le modifiche che saranno apportate agli esercizi.

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