SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – Una ditta fantasma che assumeva e licenziava dipendenti con l’intento di frodare l’Inps. E’ una complessa indagine quella portata avanti dai Carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata guidati dal maresciallo Mario De Nicola, i Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro guidati dal maresciallo Vincenzo Maselli, con il coordinamento del capitano della Compagnia di Alba Adriatica Pompeo Quagliozzi e dal sostituto procuratore Stefano Giovagnoni.

Un commercialista di Civitella del Tronto F.A. di 62 anni, con studio a Sant’Egidio alla Vibrata, e un finto imprenditore A.C., di 32 anni di Sant’Egidio, avevano messo in piedi una finta ditta individuale, inesistente al fisco e operante nel settore edile, attraverso cui extracomunitari (circa una novantina) venivano prima assunti, con lo scopo di ottenere il permesso di soggiorno, e successivamente licenziati per usufruire dell’indennità di disoccupazione. Le indagini hanno permesso di stimare danni all’erario per circa 80mila euro (assunzioni e licenziamenti sono relativi al 2010 e 2011).

Il commercialista e il finto imprenditore, che hanno dichiarato il falso alle Questure di Ascoli, Teramo e Ravenna per il rilascio del permesso di soggiorno, sono stati denunciati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici a seguito di errore determinato dall’altrui inganno, violazione in materia di assunzione e previdenza sociale. Nell’ambito dell’inchiesta sono stati anche denunciati cinque extracomunitari (tre marocchini, due tunisini e una romena) mentre nello studio del commercialista la Guardia di Finanza di Nereto ha sequestrato fatture false per 400mila euro e un hard disk. Le indagini sono ora volte ad accertare una serie di elementi, come il pagamento da parte degli extracomunitari per il conseguimento del permesso di soggiorno e le percentuali che il commercialista e l’imprenditore incassavano dalle indennità di disoccupazione, e se queste venissero eventualmente suddivise anche con gli immigrati che si prestavano alla truffa.

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