www.rivieraoggi.it/gas-plus

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La pazienza ha pagato. Almeno secondo il Partito Democratico che torna a rivendicare “il comportamento responsabile adottato in occasione della vicenda Gas Plus”. “Siamo stati seri e oggi possiamo finalmente entrare nel merito dei problemi – ammette Loredana Emili – ringraziamo il Movimento Cinque Stelle; ne abbiamo apprezzato gli stimoli, non i metodi. Sì,  ci siamo mossi in ritardo e abbiamo riconosciuto le nostre colpe, però successivamente abbiamo manifestato un grande impegno”. Impegno rappresentato dall’istituzione della Commissione guidata da Cappelli, dall’affidamento del lavoro di osservazione del progetto all’Università di Camerino e dall’interrogazione al Ministero dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e della Sanità posta dall’onorevole dei democrat, Luciano Agostini.

Quest’ultimo ha ottenuto risposta nella mattinata del 2 febbraio da parte del dicastero dell’Ambiente, non soddisfacendo tuttavia il parlamentare offidano: “Ringrazio Corrado Clini per l’attenzione, ma le nostre perplessità non sono state fugate”. A turbare ancora Agostini restano due fattori, non chiariti: la vocazione turistica di San Benedetto, che sarebbe chiamata ad ospitare un impianto di stoccaggio di gas metano e l’alta densità abitativa nelle vicinanze.

 

Il Ministero, dal canto suo, spiega: “In caso di esito positivo della Valutazione d’Impatto Ambientale, la concessione verrà rilasciata con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con quello dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e d’intesa con la Regione Marche, una volta acquisiti gli ulteriori ed eventuali atti autorizzativi necessari, nell’ambito del procedimento unico di cui alla legge n. 241/1990”.

 

A leggere tra le righe, il Governo potrebbe dunque decidere indipendentemente dalle indicazioni di Palazzo Raffaello: “Se la Regione non dà l’intesa – precisano Agostini e Perazzoli – e si dà comunque l’ok, chi lo fa se ne assume le responsabilità”. Un fatto in ogni caso è sicuro: “Le valutazioni di Via sono stati posticipati, i tempi si sono allungati a marzo”. E aggiungono: “Le Marche sono l’unica regione dove questa viene concessa tramite decreto dirigenziale e non con una delibera di giunta. La politica non c’entra”. Servirà tuttavia una posizione congiunta della maggioranza: “Ci riuniremo prima di andare alla votazione in Consiglio Regionale”, conclude Perazzoli.

 

Nel documento della Commissione Ambiente vengono inoltre parzialmente annullati i dubbi sulle ipotetiche ricompense economiche: “La legge finanziaria del 2008 prevede l’obbligo di corrispondere un contributo compensativo per il mancato uso alternativo del territorio, stabilendo che i concessionari di stoccaggio debbano versare ogni anno alle Regioni nelle quali hanno sede gli impianti, l’importo pari all’un per cento del valore della capacità complessiva di stoccaggio autorizzata. L’importo da assegnare e la percentuale per le singole Regioni sede di impianto è determinato con cadenza annuale dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas. La ripartizione degli importi viene fissata per il 60% al Comune ospitante gli impianti e per il 40% ai Comuni confinanti. La natura e l’entità delle compensazioni non viene stabilita per legge ma viene concordata direttamente dagli enti locali e dalle società proponenti”.

Qui il nostro articolo nel quale si faceva riferimento ai dati di bilancio dei comuni di Cinisello Balsamo e Cellino Attanasio, che ospitano centrali di stoccaggio gas, e una sommaria stima realizzata dal dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico, ingegner Liliana Panei, rispetto alla cifra per San Benedetto (si leggano i commenti).

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 607 volte, 1 oggi)