SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Il percorso è stato seguito dai tecnici. La politica non era al corrente delle scadenze in atto. Appena abbiamo saputo, abbiamo provveduto subito”. Lo dice Paolo Canducci, riferendosi alla questione Gas Plus, in un’intervista a trecentosessanta gradi rilasciata al nostro giornale, in edicola da giovedì prossimo: “Qualcuno ha voluto attaccare il sindaco e il Pd”, prosegue l’assessore all’Ambiente e all’Urbanistica. “Io penso al contrario che l’amministrazione si sia comportata come dovrebbero comportarsi tutte le amministrazioni. Il dirigente comunale si era dichiarato incompetente e noi, seguendo la legge, abbiamo chiesto un approfondimento a degli esperti. Si è atteso l’esito, senza minimizzare, né esagerare. Tutta la maggioranza era d’accordo, Verdi compresi”.

Canducci elenca quindi cronologicamente tutte le tappe della tormentata vicenda, senza rinunciare a buone dosi di autocritica: “L’amministrazione comunale conosceva il progetto dal 2007; mi aveva informato Pecoraro Scanio. Ne parlai in giunta, tuttavia non esisteva alcuna comunicazione o documento ufficiale. Decidemmo pertanto di tenere il caso sotto controllo”. Fino all’iter di coinvolgimento, partito nel settembre 2010: “Da lì l’errore, in assoluta buona fede, di non coinvolgere immediatamente la città. Volevamo evitare il panico per qualcosa che non si conosceva bene. Sbagliammo. Successivamente si entrò in campagna elettorale e l’argomento si usò per la demonizzazione dell’avversario”.

Difesa a spada tratta infine, la scelta dei Verdi di prendere parte alla fiaccolata del 14 gennaio scorso:“E’ stata strumentalizzata nel significato. Chiunque avrebbe potuto parteciparvi; l’intento era quello di dimostrare tutta la nostra vicinanza alle preoccupazioni dei residenti. Ma lo ribadisco: l’intera maggioranza è stata sempre compatta nel voler attendere gli esiti degli studi dell’Unicam”.

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