SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ ufficiale la spaccatura all’interno del Popolo della Libertà. In vista di un congresso provinciale per ora senza una data certa, il partito berlusconiano si prepara infatti a presentare più di una mozione per la nomina del nuovo coordinatore. Perchè se un favorito c’è e porta il nome del sambenedettese Andrea Assenti, è anche vero che la sua nomina scontenterebbe non pochi iscritti: “Sembra incredibile, ma i nomi che circolano sono sempre quelli, i soliti”, si legge nel comunicato ufficiale successivo all’incontro svoltosi all’Hotel Garden, domenica scorsa. “Quelli di esponenti di spicco del partito che già ricoprono due o tre incarichi elettivi, ma che si fanno avanti per non lasciare varchi ai concorrenti. Ma di cosa ha bisogno il partito? Di un tappo o di un promotore che vi si possa dedicare appieno?”.

Avanti dunque con un’unica parola d’ordine: rinnovamento: “Non accada mai più che in alcune realtà non si riesca a presentare una nostra lista o non si abbiano dei referenti inseriti nel tessuto sociale. Noi vogliamo vincere le elezioni e governare, altri avere dei posti in minoranza”. A leggere tra le righe sembra l’esatta fotografia delle passate tornate comunali, con la coalizione guidata da Bruno Gabrielli che si ritrovò a dover mollare per strada due liste civiche, bocciate dal Tar.

Bocciata pure la moda dei doppi incarichi, con la pretesa di seguire le indicazioni dettate dal segretario nazionale Alfano: “Facciamola finita con un notabilato chiuso e geloso delle proprie piccole prerogative per costruire il partito dalla base. Con intelligenze e passione, e in maniera trasparente. Negli anni in cui bastava il nome di Berlusconi a vincere, la straordinaria capacità mediatica e il carisma dell’uomo erano sufficienti a nascondere inconsistenze politiche e gravi mancanze organizzative, che a livello locale sono state tanto più imbarazzanti. Vanno rispettati i principi anatomici: il corpo umano è concepito per poter stare seduto su una sedia sola”.

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