MARTINSICURO – Le voci che erano nell’aria e che già si rincorrevano da diverso tempo sono ora state confermate dall’investitura ufficiale: Il Pdl indica Massimo Vagnoni come candidato sindaco di Martinsicuro. La nomina è arrivata nel corso della riunione del coordinamento provinciale del partito, e la scelta è stata fatta dal senatore e coordinatore provinciale Paolo Tancredi.

Ma, seppure i vertici ritengano Vagnoni il più indicato per la corsa elettorale del Pdl, capace di portare a casa risultati concreti (visto il suo impegno mostrato nei cinque anni di amministrazione Di Salvatore), il diretto interessato non incassa con troppo entusiasmo l’investitura ma, anzi, mette le mani avanti.

“Mi fa senz’altro piacere che sia stato fatto il mio nome – afferma – ma credo che prima di pensare al candidato sindaco ci si debba concentrare su altri aspetti che ritengo al momento di prioritaria importanza. Il mio nome è quello più facile da tirare fuori, ma ritengo sia in questa fase più importante ragionare su cosa il Pdl voglia fare in vista delle prossime amministrative”.

Nei cinque anni in amministrazione, Vagnoni ha mostrato costante impegno politico e notevole spirito di gruppo, togliendo in molti casi le castagne dal fuoco ad una maggioranza in difficoltà, dove non sono mancati scontri e litigi. Nominato assessore all’Ambiente, al Demanio e alla Cultura, dopo due anni e mezzo, a causa di una crisi di maggioranza, aveva fatto un passo indietro rimettendo le deleghe per far posto in giunta ad altri colleghi. Alle elezioni provinciali si era rivelato il primo degli eletti con il 46% delle preferenze,  e per lui era già dato per scontato un posto in giunta, salvo poi esserne clamorosamente escluso all’ultimo momento. Ora la candidatura a sindaco potrebbe essere vista, oltre che in funzione della grande stima che Vagnoni si è conquistato nella sua città, anche come una sorta di “risarcimento morale” del Pdl nei confronti dell’avvocato che si è sempre messo a disposizione del partito in maniera totale ed incondizionata. Ma se finora Vagnoni non ha mai battuto ciglio sulle scelte dei vertici, il suo nome fatto dal coordinamento provinciale lo porta ora a mettere in chiaro la propria  posizione e a chiedere “un cambio di rotta all’interno del partito”.

L’avvocato  afferma infatti che la sua candidatura potrà concretizzarsi “solo se si verificheranno determinate condizioni”. Prima di tutto il confronto con il coordinamento locale e una visione condivisa sui progetti da portare avanti. “Ritengo  – aggiunge – che sia di fondamentale importanza cominciare a lavorare in maniera diversa rispetto al passato. Bisogna innanzitutto essere capaci di fare autocritica per poter migliorare e, al di là delle cose importanti realizzate da quest’amministrazione e del lavoro ben fatto su molti fronti, bisogna anche riconoscere i propri errori, quando sono stati commessi”. Vagnoni insomma bacchetta la squadra con cui ha condiviso cinque anni di esperienza politica ed amministrativa ed afferma che accetterà la candidatura “solo se ci sarà una svolta, e se si manifesterà il coraggio del cambiamento”. Un cambiamento inteso anche come rinnovamento delle persone chiamate a far parte del gruppo di lavoro, in vista della costituzione della lista, dove per l’avvocato è importante che venga dato spazio soprattutto ai giovani.

“La priorità al momento – conclude – non è discutere di un candidato imposto dall’alto, ma lavorare sul programma, discutere e confrontarsi con il coordinamento locale, valutare le alleanze e solo quando sarà costituita la coalizione si potrà discutere del candidato sindaco, che dovrà essere ovviamente condiviso da tutti”.

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