COLONNELLA – Anche il casello Val Vibrata presidiato dagli autotrasportatori che, da questa mattina, hanno deciso di aderire allo sciopero che sta bloccando il teramano e molte regioni italiane. Non vogliono essere associati al movimento dei forconi, poiché si ritengono indipendenti, seppure in sostanza riconoscano nella protesta siciliana la miccia che ha fatto esplodere il malcontento che covava da tempo nell’intera penisola. Un malcontento che, alla luce delle proteste in corso, è riconducibile, da nord a sud, alle stesse questioni: il caro gasolio, la mancanza di credito dalle banche, condizioni di lavoro al limite del tollerabile.

“Siamo persone oneste e vogliamo lavorare onestamente – hanno affermato a più voci – ma al giorno d’oggi non ci è rimasto più niente: con le spese che aumentano e le banche che non fanno più credito molti di noi sono con l’acqua alla gola. Si va avanti spesso rimettendoci i risparmi per non chiudere, con la speranza che il momento negativo passi e ci sia una ripresa. Ma non tutti ce la fanno a resistere”. Gli autotrasportatori chiedono al Governo Monti interventi concreti per la categoria, in primo luogo la riduzione del costo del gasolio. “Andremo avanti con la protesta ad oltranza – affermano – fino a quando non avremo delle risposte soddisfacenti”.

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