SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  Le barche della marineria sambenedettese rimarranno ormeggiate alla banchina, con l’ancora adagiata sul fondale  “ad oltranza”. Completa è stata l’adesione allo sciopero iniziato proprio nella mattinata del 23 gennaio. Un gruppo di marinai  presidiano pacificamente il porto:  si avvicendano nella presenza. Nessun clamore, cartelloni o grida.

Li incontriamo alle 17 del pomeriggio, sono appena tornati da Ancona. Anche nel capoluogo le attività portuarie sono state bloccate, così come in tutta Italia.

Per ora la protesta proseguirà pacificamente, poi si vedrà” commenta  un pescatore che annuncia anche tutta la marineria italiana  mercoledì 25 gennaio andrà in pullman a Roma.

Non c’è pesce fresco a San Benedetto in questi giorni! Gira solo quello d’importazione, ma a causa del blocco dei Tir, anche quel settore avrà dei problemi” interviene un altro marinaio che ci parla dell’incontro che si terrà in Comune il 24 gennaio intorno alle 13.

L’aumento del gasolio è uno dei maggiori motivi, ma la protesta riguarda anche le  nuove normative europee che impongono dei “lavori sulle imbarcazioni per oltre 100mila euro” e tra l’altro l’inserimento nell’imbarcazione di una fossa biologica “che occuperebbe troppo spazio”. Oppure l’inserimento di una licenza di navigazione a punti:  “Sei punti in meno se si parte con 15 minuti di anticipo”. Infine  anche la categoria dei pescatori è sottoposta da questo gennaio, prima  ne era totalmente esente,  all’aliquota  Iva del 21%.

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