SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ha vinta lui. Sì, ha segnato Carpani, il pubblico ha dato una mano grande così nel secondo tempo mettendo le ali ai piedi dei giocatori, l’Ancona forse ha uno stato fisico non all’altezza della qualità tecnica (superiore).

Però a volte gli allenatori sbagliano, a volte invece no.
Domenica 22 gennaio, Ottavio Palladini non ha sbagliato.

Dopo un lungo periodo di assestamento, qualche errore ma molte pedine che pian piano trovavano la loro composizione nel mosaico rossoblu, l’arrivo via via di Di Vicino, Carteri e poi Oretti e la crescita di alcuni ragazzi come Carpani e Nicolosi, si è arrivati alla prova del nove contro l’Ancona.

Prova del nove anche per un tecnico giovane come Palladini. Che nelle ultime partite è stato bravissimo – e se un suo maestro è Rumignani, lo si riconosce anche da questi dettagli – a non modificare l’assetto della squadra che si schiera sempre con lo stesso undici. L’assenza di Di Vicino, non uno qualsiasi ma il giocatore più tecnico ed esperto, ha costretto a schierare Puglia, cambio ovvio.

La Samb ha sofferto sulla corsia di Bordi nella metà del primo tempo. La colonna destra Bordi-Carpani-Puglia non funzionava. Qui Palladini ha “stretto” le prime viti: Puglia meno attaccante e più centrocampista, e la falla è stata tappata prima dell’inevitabile.

Nella ripresa la grande intuizione di Palladini. Cambiare Oretti (forse fuori ruolo se impiegato alla Perrotta) era scontato, ma inserire Voinea non era la soluzione più semplice. Anzi era molto rischioso, perché rischiava di sbilanciare i rossoblu. Ma è bastata una prima accelerazione del rumeno, buttato giù, per accendere uno stadio che non aspettava altro. Rivedetevi la nostra diretta live dalla Curva: dopo una decina di minuti lo stadio è diventato una bolgia, i ragazzi hanno iniziato a correre indiavolati collezionando quattro occasioni in pochi minuti, fino al supergol del giovane Carpani.

Il cambio di Palladini mi ha ricordato quello fatto da Ballardini in Foggia-Samb 0-1, quando tolse una punta, Vidallè, per formare un fronte offensivo privo di riferimenti, e anche lì arrivò il gol. Il cambio di Palladini è totalmente diverso, perché diversa era la partita: ma come quello, è stato un cambio indovinato come altri mai, e la vittoria è nata lì.

Palladini ha messo in fila nove vittorie di fila, come Colantuono. Ma ha detto una cosa giusta. Colantuono alla fine ha festeggiato qualcosa di più grande.

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