SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tutt’altro che tenera l’accoglienza dell’Università di Camerino nei confronti del progetto della Gas Plus. Nella relazione di Terre.it sono emerse infatti carenze a catena, che vanno a toccare diversi ambiti: da quello acustico a quello ambientale, passando per quello progettuale.

Recita in sintesi la relazione: “Sono emerse alcune carenze relative ad alcuni aspetti impiantistici e tecnici da integrare e verificare. Sono emerse carenze in fase di cantiere e di perforazione sulla stima degli inquinanti e della concentrazione delle polveri sottili. Sono emerse carenze nella ricostruzione del giacimento e dei principali rapporti stratigrafici; nonché nella simulazione del comportamento dinamico del serbatoio; inoltre va approfondita la problematica legata alla fagliazione superficiale e la problematica del rischio di esondazione. Sono emerse molte carenze inerenti i dati di input ed assunzioni fatte nella valutazione legata all’impatto acustico per quanto riguarda le emissioni dell’impianto di perforazione e dell’impianto di estrazione/iniezione. Non è stata effettuata una valutazione specifica degli effetti acuti e degli effetti cronici (sia di tipo cancerogeno che non cancerogeno), potenzialmente indotti nella popolazione residente a motivo della costruzione e dell’esercizio della centrale di stoccaggio”. Inoltre “nello studio di Impatto Ambientale non è presente una vera e propria analisi costi/benefici in considerazione del fatto che l’opera va ad insistere in un contesto antropico non isolato e molto legato alla vocazione turistica”. Senza dimenticare che “per quanto concerne il sottosuolo vengono descritte solo sommariamente le caratteristiche geometriche del deposito e non viene indicato dove il gas verrà effettivamente stoccato. Manca un documento specifico delle reali dimensioni del serbatoio”.

Dubbi consistenti, utili al sindaco Gaspari per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. “L’analisi è stata seria e analitica”, ha obiettato il primo cittadino – affiancato dal parigrado di Monteprandone, Stefano Stracci – rivolgendosi a chi in queste settimane aveva temuto il contrario. “Non ho avuto modo di leggere tutte le settanta pagine, ma chi si aspettava un documento alla volemose bene rimarrà deluso. Questi pareri saranno propedeutici per le eventuali contestazioni nella Conferenza dei Servizi”.

Non manca tuttavia lo stupore per dei punti in oggettivo contrasto con quelli rilasciati precedentemente dall’Arpam. Denuncia Bruno Gabrielli: “Ma come si fece ad agosto a dare parere favorevole, nonostante tutte queste criticità? Qualcosa non mi torna. Gaspari dovrà immediatamente spedire tutto il fascicolo dell’Unicam all’Azienda Regionale della Protezione Ambientale, esigendo spiegazioni”.

Su quali saranno i prossimi movimenti, ad elencarli è Giuseppe Cappelli: “Faremo una visita guidata a Minerbio, non una gita turistica. Leggeremo le considerazioni dell’Università e, in seguito alla visita, presenteremo le nostre. Tutte le anime della Commissione diranno la propria”.

POLEMICA UNICAM-PROVINCIA Da segnalare nel corso della relazione un botta e risposta tra l’Unicam e Palazzo San Filippo, rappresentato in sala sempre da Gabrielli. “In fase di Valutazione di Impatto Ambientale – ha esordito uno dei tecnici – la Provincia avrebbe potuto farsi maggiormente sentire”. Irritato l’assessore al Turismo: “Non siamo stati Ponzio Pilato, politicamente abbiamo detto come la pensiamo. Sul discorso tecnico i nostri uffici tecnici chiesero ulteriori documentazioni alla Gas Plus che ad oggi non ci hanno ancora inviato”.

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