SAN BENEDETTO DEL TRONTO -Daniele Primavera, Segretario di Rifondazione Comunista – Federazione Picena, si scaglia contro Mario Monti e le sue liberalizzazioni.

“Le Imprese che periranno sono quelle che hanno una media di 2,6 addetti ad attività, a dimostrazione di una prevalenza di piccoli esercizi, già schiacciati dalla concorrenza dei centri commerciali e della grande distribuzione, dalla contrazione dei consumi, dagli irragionevoli costi d’affitto dei locali, e quindi spesso sull’orlo della chiusura. Gli slogan dei sostenitori delle liberalizzazioni, in buona o in cattiva fede che siano, si scontrano con il senso della realtà, con il rispetto della dignità del lavoro, e persino con la più banale logica. È infatti un principio elementare che non è l’allungamento degli orari di apertura dei negozi che porta all’aumento dei consumi, giacché lo stipendio (e quindi la capacità di spesa) delle persone rimane lo stesso. Semmai, è irrazionale tenere aperte delle attività, con dispendio di risorse economiche, per vendere lo stesso totale di merci. Tanto più in una fase economica recessiva, nella quale, semmai, i cittadini stangati dalle manovre del governo dei banchieri tenderanno sempre di più a risparmiare. Inoltre, come dimostra l’esperienza delle persone e la letteratura scientifica sull’argomento, non esiste nessuna correlazione tra le liberalizzazioni attuate (telefonia, assicurazioni auto, energia, ecc.) e riduzioni dei prezzi”.

Aggiunge Primavera: “La giungla degli orari si tradurrà poi in un ulteriore sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio. Una guerra tra poveri, nella quale a combattere saranno i titolari delle piccole attività contro i dipendenti, spesso precari e sottopagati, della grande distribuzione. A tutto vantaggio dei grandi gruppi del settore, nell’ottica di un governo che sa solo aumentare le tasse e togliere i diritti sociali della gente normale, senza andare a prendere i soldi dai grandi redditi e patrimoni. Di fronte a tutto ciò, non serve a molto il tavolo tra Governo e Regioni proposto dall’assessore Canzian. Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra chiede che la Regione Marche presenti ricorso alla Corte Costituzionale lamentando la violazione dell’articolo 117, comma 4 della Costituzione, che attribuisce alle Regioni la competenza esclusiva residuale in materia di Commercio. E, poi, la Regione, proprio sulla base delle sue competenze, può legiferare in materia regolamentando orari e aperture in maniera economicamente sostenibile e compatibile con una dignitosa vita dei lavoratori”.

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