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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alla fine i “setacci molecolari”, strumenti che servono per dividere il gas estratto dal sottosuolo dalle impurità contenute, serviranno forse per separare le tensioni sorte anche all’interno della commissione su Gas Plus. Tensioni che fanno sempre bene quando riconducibili alla dialettica politica, un po’ meno invece quando si trascende.

Abbiamo pubblicato parte della lettera dei quartieri ma alla fine un esponente della maggioranza, Palma Del Zompo dell’Idv dice chiaramente: “L’approfondimento e l’informazione di questa commissione sono state cose utili; non vorrei però che questa commissione diventi un alibi per scaricare sul presidente Cappelli le colpe della politica“.

Un Cappelli (in rappresentanza del gruppo tecnico-scientifico della commissione) che ha iniziato la conferenza stampa con una lunga dissertazione sulla fonte energetica gas, sulle tecniche dello stoccaggio, su eventuali rischi geologici: “Abbiamo fatto chiarezza, non si parla più di mostri e favole ma di aspetti concreti, critici anche; la discussione si è alzata di livello” e poi “ricordiamo che facciamo tutto questo gratis, per spirito di devozione nei confronti della nostra città, e che il nostro interlocutore è il Ministero dello Sviluppo Economico. Mi rammarico perché alcuni componenti della commissione non hanno dato il loro apporto concreto, preferendo esentarsi anche dal confronto critico, come invece hanno fatto altri”.

“Se aumenta l’uso del metano scende quello del petrolio, che è molto più inquinante: questo passaggio potrebbe essere ideale per il periodo delle rinnovabili – ha continuato Cappelli, che sugli studi del geologo Serafino Angelini (Movimento Cinque Stelle) ha detto “alcune criticità da lui evidenziate sono ragionevolmente condivisibili, su altre no, perché è vero che c’è una faglia sulla roccia che chiude il deposito composto da rocce porose, ma al di sopra c’è un’argilla impermeabile per uno spazio grandissimo, e da lì il gas non passa”. Rischio zero, però, non c’è “come in qualsiasi attività umana: ricordiamo che poco distante c’è il metanodotto Snam, con tubazioni fino ad un metro di diametro, che in caso di incidente sarebbero molto dannosi: ma portano il gas dalla Libia al nord, vogliamo smettere di usare energia elettrica?”.

Cappelli elenca anche delle criticità, più volte ripetute negli ultimi giorni “rispetto al turismo, al rischio esondazione, ai trasporti, la questione della candela, la geologia del luogo, il rumore, poi si parlava di impatto sulla salute e chiederemo conto anche della svalutazione degli immobili sulla zona” ricordando che “possiamo accettare altre proposte”.

La procedura VIA, nella lettera letta dal dirigente comunale Germano Polidori e inviata dalla Regione al Comune, sembra infatti dar tempo fino al 31 gennaio per ricevere osservazioni e quindi aprire un nuovo intervallo decisorio.

Qui poi vi è stato lo scontro con i comitati di quartiere rappresentati in commissione da Elio Core (Porto d’Ascoli Centro) che lamentano la mancanza di documentazione prodotta per esprimere un parere tecnico dato che per la posizione “politica” “si ribadisce la forte contrarietà”. Cappelli ha usato parole forti per rispondere a Core: “Ma che volete da me? Ma le lamentele politiche fatele al sindaco. Se avete già deciso, allora la commissione chiudiamola”.

Alcuni elementi di novità sembrerebbero emergere soprattutto in considerazione della situazione dell’inquinamento all’Agraria, considerando che le rilevazioni di Gas Plus, nel gennaio 2010, hanno rilevato una concentrazioni di polveri sottili di gran lunga superiore alla norma di legge e addirittura superiore a quella rilevata a San Benedetto sulla Statale 16.

“Secondo noi è impensabile aggiungere un nuovo impianto in zona Agraria fin tanto che la situazione resterà questa e i cittadini dell’Agraria hanno ragione a protestare, e anzi dovrebbero fare non una ma mille fiaccolate per questa situazione”. Cappelli fa riferimento alle royalties (misure compensative) ma forse è più congruo riferirsi al possibile accordo di programma con Gas Plus. Stefano Quevedo, in rappresentanza di Lipu e Codacons, ha parlato che “in casi analoghi i comuni sono riusciti ad ottenere anche qualche milione di euro, ed uno dei motivi perché nessun comune dice mai di sì è proprio per alzare la posta della trattativa, e anche per questo critico l’inerzia del Comune”.

Lo “scontro” interno alla commissione si è comunque mantenuto alto e diffuso tra i componenti politici: Gambini e Ferritto del M5S, Primavera di Rifondazione, Spadoni di Sel, Marucci di Fli.

“La commissione andrà avanti anche dopo il 31 gennaio” spiega Cappelli (dal 23 al 27 gennaio si andrà a Minerbio, a vedere la centrale di stoccaggio). Forse da buon professore serve un ripasso e qualche bacchettata agli alunni indisciplinati. Qualcuno, però, vorrebbe darle a lui.

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