SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il carcere per rieducare, come prevede l’articolo 27 della Costituzione. Ma anche per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della salvaguardia del patrimonio ambientale. Con questi due obiettivi è stato stipulato un accordo tra Comune di San Benedetto del Tronto, Riserva Sentina e la direzione della Casa Circondariale di Marino del Tronto, che consentirà ad alcuni detenuti del carcere (prescelti “sulla base delle motivazioni personali”) di effettuare per quattro volte l’anno la pulizia del litorale della Riserva sambenedettese.

“E’ un atto di valenza sociale”, dichiara orgoglioso il presidente del Comitato d’Indirizzo della Sentina, Pietro D’Angelo. “Chi è chiamato a scontare una pena va allo stesso tempo recuperato, magari sensibilizzandolo e avvicinandolo all’ambiente. Noi forniremo loro i materiali per gli interventi e dei pranzi conviviali per accentuarne il valore”. Sempre D’Angelo, affiancato dalla direttrice del penitenziario Lucia Di Feliciantonio, dalla Comandante Anna Lavinia Palmisano e dall’assessore Paolo Canducci, ha inoltre annunciato che la società da lui diretta provvederà a contribuire alla realizzazione del progetto “Coloriamo il carcere”, affinchè le condizioni della struttura risultino accettabili: “La situazione in Italia è drammatica, con un sovraffollamento inimmaginabile”, denuncia la Di Feliciantonio. “A Marino ospitiamo il doppio delle persone che potremmo in teoria contenere. Il problema si trascina da anni, purtroppo. Se crediamo nel loro reinserimento nella società dobbiamo seguire questa strada. La sicurezza si ottiene recuperando questi soggetti, non umiliandoli”.

Per chi è costretto a vivere dietro le sbarre questa sarà un’occasione per tornare in contatto con la realtà: “Una finestra sul mondo esterno è sempre vista in modo positivo”.

Le date scelte per l’attività verranno ufficializzate nelle prossime settimane e c’è chi già pensa che tale iniziativa potrebbe essere allargata per la risoluzione dell’annoso problema dei writers. Così come accadde a Roma, nell’estate del 2010. Nella Capitale, infatti, ex detenuti e detenuti in regime di semi-libertà furono selezionati “per la pulitura di aree monumentali d’interesse storico-artistico colpite da atti di vandalismo e di recupero di aree urbane fortemente degradate”. Chissà che l’idea non possa conquistare, a breve, pure il Piceno.

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