San Benedetto del Tronto – Narcisi: Fino ad oggi si è cercato di minimizzare la situazione del nostro ospedale, nonostante il progetto per l’Area Vasta n. 5 fosse chiaro già da tempo agli addetti ai lavori, all’amministrazione comunale  e ai rappresentanti politici locali che lo votarono in Regione. Qualcuno già parlava di un ospedale unico provinciale e di una Casa della Salute, qualcun altro preferiva mordersi le labbra piuttosto che lanciare anatemi e rimproveri verso la Regione “matrigna” e l’altro ancora si prodigava a dare rassicurazioni sul sicuro impegno delle istituzioni regionali per il rilancio del nostro territorio. Assistiamo impotenti ormai da tempo a una farsa tragicomica che ci viene rappresentata dalla stessa parte politica che sostiene la città e la Regione Ancona-centrica.

Il sottoscritto: tutto vero ma che facevano, che dicevano, che scrivevano i sindacati ospedalieri, i medici ospedalieri, i primari ospedalieri, i capoccietti ospedalieri, i raccomandati ospedalieri, i carrieristi ospedalieri, i truccatori di  concorsi ospedalieri quando tutto questo si compiva? Nulla, assolutamente nulla, i quei momenti (nonostante sapessero tutto) le priorità erano altre. Silenzio anche quando il sottoscritto, dall’interno dell’ospedale e poi da giornalista, le “verità narcisiane” le diceva in tempo reale. Vigeva un’omertà interessata da far invidia a sperduti paesi siciliani. Ora i buoi sono fuggiti, chiudere le stalle è inutile, caro Mario.

Narcisi: Ma i sambenedettesi  non sono stupidi. Ricordate i commenti del Sindaco rivolti ai Primari? Ora sono tutti preoccupati i nostri Amministratori,  pronti a vestire i panni dell’opposizione in nome della sanità. Minacciano di scendere in piazza per protestare contro chi? Contro se stessi!

Il sottoscritto: Verissimo anche se ho qualche dubbio sulla non stupidità.

Narcisi: Tutto parte dalla D.G.R. n.17 del 17-1-2011 “ Linee di indirizzo per l’attuazione del Patto per la Salute 2010-2012 e della Legge di Stabilità 2011” e dalla Determina della Direzione Generale dell’ASUR n.240 del 28-3-2011 che hanno guidato le modifiche alla L.R.n.13 del 20-6-2003 con le successive L.R. n.17 del 22-11-2010 e L.R.n.17 del 1-8-2011. Tenuto, anche,  conto del Piano Sanitario Nazionale 2011-2013 e del Piano Socio Sanitario Regionale del 19.7.2010 (DGR n. 1138) l’obiettivo che si è data la nostra Regione, per assicurare l’equilibrio economico-finanziario e perseguire l’equilibrio dell’offerta sanitaria nel territorio, è stato l’allineamento dei costi alle strutture più efficienti e la ridefinizione strutturale dell’attuale rete dei Presidi Ospedalieri, riducendone la frammentazione e riconvertendo le piccole strutture in RSA, Lungodegenza e Case protette h.24. La stessa logica, da applicare, è stata attuata  per le ATL (attività amministrative tecnico logistiche) in area vasta. Per realizzare una politica di investimenti  in coerenza con quanto detto sopra e migliorare il sistema sanitario, la Regione Marche ha presentato e sottoscritto con il Ministero della Salute un Accordo di programma per gli investimenti e per la strategia che la Regione intende adottare per migliorare i servizi e l’assistenza.

Ora accade che l’Accordo di Programma con il Ministero, del quale va dato merito al Dott. Ruta, prevedeva 3 stralci.

Il 1° stralcio, stipulato il 18-3-2009, di 112 milioni di euro, per la messa a norma di tutti gli Ospedali che ne erano carenti .

Il 2° stralcio, stipulato il 14-5-2010, di  211,5 milioni di euro, per la costruzione dei nuovi Ospedali INRCA di Ancona, Ospedale dei bambini “Salesi”di Ancona e l’Ospedale di Fermo .

Il 3° stralcio, che prevedeva il finanziamento del nostro Ospedale Unico di Vallata, è stato sospeso per la situazione di crisi congiunturale in atto nel Paese. Quindi, in futuro, l’’Ospedale Unico di Vallata lo si potrà finanziare anche con l’aiuto delle risorse derivanti dall’alienazione dei beni immobili di proprietà dell’ASUR e con l’aiuto dei Privati.

A questo punto, diversamente dalle altre Aree Vaste, la prospettiva di avere la soluzione, da tutti auspicata, dell’Ospedale Unico di Vallata per l’Area Vasta n.5 si allontana enormemente e si aprono enormi problemi.

E qui è l’assurdo. Per noi dell’AVn.5, che non abbiamo più prospettive di un Ospedale Unico a breve termine si prevede la sperimentazione dell’integrazione , tra i due Ospedali esistenti,  delle risorse sia umane che strutturali, mentre per le altre Aree Vaste della Regione tutto è fermo e si va avanti normalmente in attesa di una sistemazione strutturale certa e una data precisa. Basti pensare al disagio del personale amministrativo che per primo dovrà affrontare tali decisioni.

Il sottoscrittoTutto parte il 17 gennaio 2011? Sbagliato, almeno quindici anni prima e nessuno ha avuto il coraggio di separare i propri stretti interessi personali da quelli comunitari. Come dicevo prima.

Narcisi: Altra disparità di trattamento nei confronti del resto della Regione è data dal potenziamento che avrà Ancona con un polo nord a Torrette e un polo sud INRCA-Osimo. Inoltre un nuovo polo sovraprovinciale  sorgerà a Casette d’Ete, senza poi citare il rafforzamento della rete collinare (Urbino, Jesi, Macerata) e della rete montana (ospedale di Fabriano). Il sud delle Marche sempre più abbandonato. Dove sono i nostri rappresentanti eletti in Regione?

Il sottoscrittoUn interrogativo che contrasta con l’affermazione: i sambenedettesi non sono stupidi!

L’Accordo di Programma fatto dalla Regione con il Ministero della Salute prevede n. 5 (cinque) azioni.

1° Azione: Bisogna abbattere la polverizzazione

Per prima cosa , tra le azioni previste sull’Accordo di programma ministeriale, la Regione Marche dovrà correggere  l’attuale dispersione dei posti letto esistente in Regione di 167 posti letto in media, adeguandosi  alla media nazionale di 319 p.l..  Ben 20 Strutture su 33 hanno dimensioni inferiori a 120 p.l. con una media di 57 p.l. per struttura. A seguire, in considerazione dell’aumento della vita dei nostri anziani  a oltre 80 anni e della presenza sul territorio marchigiano  di numerosi piccoli ospedali  che non potranno mai avere macchinari aggiornati, visto lo sviluppo tecnologico in atto, si dovrà provvedere all’allineamento dei posti letto per acuti allo standard di 3,3 p.l. per mille abitanti a livello regionale, come previsto dal Patto per la Salute, rispettando i tempi indicati.

Analogamente si dovrà procedere all’allineamento dei posti letto di lungodegenza-riabilitazione allo standard di 0,7 ogni mille abitanti a livello regionale.Il tasso di ospedalizzazione complessiva dovrà stare sotto i 160 ricoveri per mille abitanti. Tutto questo comporta che ogni Area Vasta dovrà avere un Ospedale per Acuti di 400-500 posti letto e una Casa della Salute con servizi h.24 di circa 150-200 p.l. Alla luce di quanto fin qui detto, secondo voi, visto che a breve non potrà essere realizzato quanto previsto, quale sarà l’Ospedale per acuti e quale sarà la Casa protetta? E qualora si debba procedere, così come  sta avvenendo, verso un ospedale unico su due Presidi, che cosa  si deve fare ad Ascoli e cosa a San Benedetto?

Ancora non si sa. Aspettiamo una programmazione ufficiale. Si sa solo che si deve procedere verso l’integrazione in area vasta rispettando gli impegni presi con il Ministero e la Regione, tutto a scapito del Sud delle Marche che da tempo adottò i provvedimenti che impone ora l’Accordo di Programma.

Infatti la  2° Azione impone la riconversione delle piccole strutture.

Attualmente sono presenti in tutta la Regione n.15 Ospedali di cui n. 9 con posti letto tra 20 e 50 e n.5 con meno di 70 p.l. da riconvertire in servizi territoriali, residenziali, ambulatori specialistici, Case della salute, RSA, residenze protette. La logica direbbe di aspettare che le altre zone delle Marche si adeguino a questa necessità, come facemmo noi tanti anni fa con Ripatransone e Montefiore.

La  3° Azione : creare aree di degenza per intensità di cure. Significa abolire le U.O. con meno di 20 p.l. con l’esclusione delle Terapie Intensive che devono avere non meno di 6 posti letto. Prevedere aree a bassa, media, elevata assistenza basata sulla complessità del paziente. In nome di tale principio si vorrebbe chiudere a San Benedetto la terapia intensiva cardiologica (UTIC) e accorparla alla MURG (medicina d’urgenza del Pronto Soccorso ) per risparmiare un turno completo infermieristico. A parte le difficoltà logistiche e strutturali esistenti tra i due Reparti appena ristrutturati, personalmente ritengo, come ex Direttore del DEA che una Città come San Benedetto non possa perdere per il momento l’UTIC e non possa perdere le competenze  specifiche della disciplina  che comporta una responsabilità individuale verso il  paziente cardiopatico. Inoltre,oggi, l’attività dell’ Emodinamica in genere ha prospettato molte nuove situazioni, per il paziente trattato e da trattare, che necessitano di un luogo come l’UTIC per essere osservate. La stessa necessità sussiste anche per la Cardiochirurgia che invia a San Benedetto, per la riabilitazione cardiologica, pazienti appena operati da qualche giorno. E che dire del Reparto di Otorinolarigoiatria (ORL) che per carenze infermieristiche è da tempo accorpato con la Chirurgia? Eppure l’ORL era portato ad esempio dell’integrazione in Area Vasta!

La  4° Azione : razionalizzazione dei Primari in area vasta.

L’Area Vasta non può essere una pura operazione economica di risparmio sulla testa dei medici, come sta avvenendo sperimentalmente in questa AV. A proposito di questa disposizione, al di là dei giudizi professionali, occorre vigilare attentamente sulla abolizione dei Primari dei Servizi e dei Reparti che operano nell’urgenza-emergenza in cui, oltre che fare diagnosi, bisogna agire. Altra cosa è per i Reparti “ambulatoriali” in cui si lavora con protocolli e linee guida.  In Umbria , dove già hanno sperimentato il Primario “a cavaliere”, il risultato è stato fallimentare. Cerchiamo di non commettere lo stesso errore. Perché si procede per il Primario di Pediatria e non per quello di Ortopedia? Entrambi sono indispensabili se si decide di lasciare aperto l’Ospedale a San Benedetto del Tronto. A tale proposito, dove stanno i progetti organizzativi dell’Area Vasta, la programmazione delle attività che i due Ospedali devono erogare? Dove sta l’Atto Aziendale? Prima si procede in tal senso e poi si decide quale Reparto eliminare o lasciare in entrambi i Presidi Ospedalieri. Una cosa è certa : fino a quando non si farà l’Ospedale Unico di Vallata, i due Presidi Ospedalieri devono restare efficienti, devono mantenere i Reparti che, per Legge, caratterizzano un Ospedale, devono essere in grado di dare risposte complete altrimenti avremo lasciato delle Strutture non sicure, pericolose, per i pazienti e per chi ci lavora. E che dire della Neurochirurgia da fare a San Benedetto? Che fine ha fatto la DGR n.271/ 2010 sulla istituzione della Neurochirurgia in Area Vasta?

Basta tergiversare. Basta con le consulenze! Ovunque si decidesse di farlo, occorre aprire un Reparto neurochirurgico autonomo , con un Primario, un organico medico e infermieristico, una sala operatoria, un rafforzamento dell’organico di Anestesia e di tutti i Servizi che fanno da corollario a tale attività, perché solo così si può fare cultura, solo così l’Ospedale potrà crescere e proiettarsi nel futuro del Sud delle Marche.

L’ultima 5° Azione  riguarda la rimodulazione del personale sanitario infermieristico all’interno dei vari Reparti in rapporto ai tempi giornalieri di assistenza. In questa ottica non occorre fare alcuno intervento in quanto tutti i Reparti del “Madonna del Soccorso” sono sotto organico. Una attenzione particolare, infine, la DGR n.17 del 17-1-2011 la rivolge alla razionalizzazione delle attività delle Case di cura multispecialistiche, con l’appello che l’attività che può essere contrattata con esse deve essere finalizzata ad incrementare l’offerta in Area Vasta al fine di ridurre la mobilità sia intra che extraregionale.

In conclusione possiamo dire che l’Ospedale è abbandonato a se stesso; la sanità pubblica sambenedettese, da sempre pionieristica e virtuosa nei bilanci, è  senza prospettive, decisa altrove nel silenzio totale delle istituzioni cittadine. Cari sambenedettesi, facciamo sentire la nostra voce. La sanità pubblica è patrimonio di tutti e non ha colore politico. Non lasciamoci strumentalizzare e scendiamo in piazza uniti per difendere il nostro Ospedale

Il sottoscritto: Sanità sambenedettese virtuosa nei bilanci non mi pare. In un aspetto sicuramente no: a striminziti organici in ambito tecnico e infermieristico hanno fatto riscontro, negli anni, organici amministrativi super dotati numericamente ed economicamente. Tanto dovevo alla mia città.

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