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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Li hanno soprannominati “Verdi di rabbia”. Il congresso nazionale del Sole che Ride svolto sabato scorso a Chianciano è stato tutt’altro che una passeggiata di salute, anche se non è la prima volta che nella storia del partito ambientalista gli scontri interni assumono forme molto passionali: è la politica, signori.

Il clima si è letteralmente surriscaldato quando con una modifica allo statuto del movimento, il presidente Angelo Bonelli – in carica da tre anni ed in scadenza – ha di fatto prorogato le elezioni interne di un anno. Durissimo il commento dell’ex assessore regionale all’Ambiente, Gianluca Carrabs: ”Bonelli ha messo in atto un vero e proprio golpe”, ha tuonato ai taccuini del Quotidiano Nazionale. “Naturalmente tutto allo scopo di essere lui a gestire in modo solitario alleanze, proposte e candidature”.

Presente nella bagarre l’esponente sambenedettese Paolo Canducci, che tuttavia minimizza:” Non ho nulla da dire. I congressi sono così, caldi e passionali. Si discute, ci si scanna, si urla, tutto nella norma. Il nostro partito campa da oltre vent’anni e prevede che ci sia dissenso”.

Canducci, a detta del filmato mostrato dal Tg3, sembrerebbe appoggiare la tesi “minoritaria” di Carrabs: “Non mi ricordo nemmeno cosa sia realmente successo. Non capisco lo stupore, molti punti sono stati votati all’unanimità. Non sono intervenuti i Carabinieri”. E sull’ipotesi di un allontanamento dal partito ambientalista, la replica è secca: “Qui da noi nessuno caccia nessuno. Non siamo Berlusconi che caccia Fini perchè osa criticare”.

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