TERAMO – Il bullismo, un fenomeno in crescita e spesso legato a problemi di integrazione. Proprio con l’obiettivo di far emergere e prevenire forme di disagio e comportamenti antisociali nelle scuole, l’Assessorato provinciale competente sta mettendo in campo varie iniziative, coordinate all’interno di un tavolo interistituzionale al quale partecipano, oltre alla Provincia, l’Ufficio scolastico provinciale, l’Università, la Questura, i Carabinieri, il Centro Servizi Volontariato e i dirigenti delle scuole. Tra le azioni previste l’istituzione di uno sportello itinerante per la conoscenza e prevenzione del bullismo e attività di mediazione interculturale e linguistica nelle scuole, attraverso il progetto “Il valore della diversità: bullismo e integrazione”.

Il progetto, che vede coinvolti gli istituti comprensivi di Alba Adriatica, Tortoreto, Martinsicuro, Cellino Attanasio e il polo didattico di Corropoli, si propone di avviare un percorso di integrazione ed inclusione, che avrà inizio dal prossimo primo febbraio per concludersi alla fine del mese di maggio. Destinatari dell’attività sono gli alunni nel loro complesso, con particolare attenzione ai minori stranieri e a quelli che presentano difficoltà relazionali. Per avere un’idea della necessità di mediazione interculturale e linguistica nelle scuole basti pensare che Martinsicuro  conta oltre 700 minori stranieri su 2.500 minori residenti.

In particolare, i Comuni di Martinsicuro e Alba Adriatica sono il primo e terzo comune di tutta la provincia per  percentuale di cittadini stranieri, rispettivamente con il 18% e il 14,3% della popolazione.

“L’obiettivo – interviene l’assessore alle Politiche sociali e giovanili, Renato Rasicci –  di questo lavoro di coordinamento che vede coinvolti più Enti è definire una serie di interventi e strategie a tutto campo per arginare il fenomeno del bullismo, attivando percorsi virtuosi di inclusione e di integrazione dei minori. Il modulo di attività proposto, in continuità con quello dell’anno scorso, potrà naturalmente essere ampliato sulla base delle richieste che perverranno dalle direzioni scolastiche e delle risorse che ci stiamo attivando a reperire”.

“Già dal 2007 – spiega Daniela Magno dell’Ufficio scolastico provinciale – è stato istituito un Osservatorio regionale permanente sul bullismo, che a breve renderà noti i dati di una ricerca scientifica sul fenomeno. Oltre alla definizione delle strategie da mettere in campo è evidente l’esigenza di un maggior coordinamento tra i vari enti preposti. L’idea forte scaturita dal tavolo interistituzionale è, appunto, quella di costituire una task force di esperti che vada direttamente nelle scuole a favorire la conoscenza e la prevenzione del fenomeno, anche attraverso un’adeguata opera di sensibilizzazione dei docenti”.

Si tratta, infatti, di un fenomeno che resta in gran parte “sommerso”, che riguarda i ragazzi con maggiori difficoltà di inserimento, esplodendo spesso nel contesto extrascolastico, come evidenziato anche dal dirigente dell’istituto comprensivo di Alba Adriatica, Nicola Attanasio.

“Proprio da questa difficoltà delle vittime di denunciare gli episodi di bullismo – interviene il consigliere provinciale, Luca Corona – nasce l’idea di replicare l’esperienza del centro provinciale antiviolenza La Fenice, con l’istituzione di uno sportello dedicato, in questo caso itinerante, e la diffusione di card con un numero verde a cui poter inoltrare le richieste di aiuto”.

Il progetto “Bullismo e integrazione” prevede un importo di 14mila euro, finanziato per 11.800 euro con fondi propri della Provincia e per i restanti 2.200 euro dall’Ufficio Scolastico Regionale.

L’intervento, come illustrato dalla progettista Mimosa Llangozi, è rivolto sia ai docenti, che saranno preliminarmente coinvolti per individuare i soggetti a rischio e le strategie appropriate da porre in atto; le famiglie che saranno sensibilizzate, promuovendo anche la costituzione di gruppi di genitori, e gli alunni, che saranno coinvolti in attività didattiche specifiche (laboratori, eventi e momenti di educazione non formale). Nelle attività, che saranno svolte in ciascuna scuola con cadenza bisettimanale, opererà un’equipe di esperti formata da mediatori culturali e psicologi.

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