SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I quattro moschettieri che guidano le formazioni in testa al girone F della Serie D, hanno entrambi un passato glorioso nei campionati professionistici, Serie A e B.

Giovanni Cornacchini mister della Civitanovese è conosciuto come grande bomber di Serie C e B tra la fine degli anni ’80 e inizio degli anni Novanta, con un passaggio anche al Milan. Marco Osio, attuale allenatore dell’Ancona, è stato uno dei protagonisti del grande Parma di inizio anni ’90, dove fu soprannominato dai tifosi “il sindaco”.

Gli altri due allenatori, Ottavio Palladini della Samb e Roberto Cappellacci del Teramo, sono uniti da un comune “mentore”. Entrambi, infatti, in giovane età, si sono affacciati al calcio che conta sotto la guida di Giorgio Rumignani, allenatore che Palladini considera uno dei suoi punti di riferimento (lo ebbe poi anche a Pescara e tre anni fa, a fine campionato, di nuovo a San Benedetto).

Abbiamo sentito proprio Giorgio Rumignani riguardo i due ex calciatori a lui tanto cari: nonostante la lunghissima carriera e le centinaia di giocatori allenati, non ci vuole molto per il tecnico di Gemona del Friuli (tra l’altro ex giocatore rossoblu negli anni ’60) a ricordare tutto di Palladini e Cappellacci: “Dunque, Ottavio è del 1971, Cappellacci del 1966 – dice subito, e poi: “Li ho allenati entrambi quando erano ancora giovanissimi.

Cappellacci era giovanissimo, aveva 17 anni quando lo trovai a Teramo, dove poi vincemmo il campionato di C2″ ricorda Rumi, “poi lo ho avuto con me per sei stagioni, a Francavilla, Barletta, Palermo”. Un sodalizio saldo, dunque: “Era un centrocampista d’ordine e come Palladini avrebbe potuto avere una carriera migliore in Serie A. Credo che in B abbia raggiunto le 200 presenze. Forse credeva poco in se stesso nella massima categoria, lo mandai a Como dove allenava Burgnich ma praticamente non giocò mai”.

Un po’ come Rumignani, allenatore delle imprese miracolose in B e delle vittorie in C (“io ho vinto sette campionati, eh”), che però non ha mai “assaltato” la Serie A: “Titubavo. Sai, in B anche se non hai una grande squadra o un grande bomber, costruendo un gruppo arcigno te la puoi giocare fino all’ultimo. In A invece servono i giocatori e non avendo mai avuto occasione di andare sul sicuro, non mi sono voluto bruciare”.

Quanto a Palladini, Rumignani lo sente “come un figlio”: “Era un centrocampista offensivo, avrebbe potuto giocare con Cappellacci, si sarebbero integrati. Rispetto all’allenatore del Teramo forse aveva una spinta caratteriale più forte. Quanti bei ricordi, aveva pure lui 17 anni e mi seguiva passo passo fin dai primi giorni. Furono begli anni i primi a San Benedetto, nonostante tante difficoltà vincemmo il campionato di Serie C2 e poi la Coppa Italia di C” termina Rumignani, aggiungendo: “Beh stanno andando bene vedo, Ottavio va alla grande, Cappellacci deve stare attento altrimenti…”

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.463 volte, 1 oggi)