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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Correva il mese di maggio e di centrale del gas parlava apertamente solo il Movimento Cinque Stelle. Beppe Grillo, sbarcato a San Benedetto a pochi giorni dalle elezioni amministrative, lanciò un chiaro attacco all’ipotesi di realizzazione dell’impianto: “Vi stoccano sotto il culo 50 milioni di metri cubi di gas che è un piacere. E’ una meraviglia. Lo comprano d’estate che costa meno, ve lo stoccano sotto il culo e lo vendono d’inverno che costa di più al doppio, in Europa fate da serbatoio. Ma non vedrete nulla – ironizzava – Vedrete una piccola fiammella, un capannone grosso come un campo di calcio per le pompe e magari ci piazzano l’erbetta all’inglese. Non si vedrà niente e sotto avrete cinque atomiche. Siete meravigliosi”.

Parole grosse considerato che l’idea allarmistica di cittadini “seduti su una bomba” è stata nel corso del tempo ripetutamente smentita, ovviamente. Le esternazioni tuttavia trovarono terreno fertile. Proprio perché il rischio di strumentalizzazione era alto e la piazza si fomenta con facilità. Ma si andava a votare e la legge del consenso – a destra e a sinistra – prevedeva un’altra scaletta.

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