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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ultima volta che Giovanni Gaspari espresse una posizione in merito alla Grande Opera fu il 14 marzo dell’anno scorso, giorno nel quale il sindaco mediante uno scambio epistolare col presidente della Fondazione Carisap, Vincenzo Marini Marini, siglò ufficialmente la parola fine sull’argomento.

L’epilogo fu tutt’altro che pacifico, zeppo piuttosto di stizza e risentimento: “Lei parla di delusione personale – scriveva il primo cittadino – vorrei dirle della simmetrica delusione generata in me e nell’amministrazione che guido. La vostra proposta rappresentava un’opportunità per entrambi. Noi sapremo farci una ragione di questo finale di partita. Nulla ci era dovuto e nulla ci aspettavamo. La vostra proposta non aleggiava in capo a una comunità immobile. La vita va avanti, non solo per la spinta del vento sulle vele, ma anche per l’energia di chi rema verso il futuro”.

Gli eventi hanno dunque portato la Fondazione a bussare alla porta del Comune di Grottammare, che recentemente ha ufficializzato il via al progetto denominato Anima (acronimo di Arti, Nature, Idee, Musiche, Azioni).

Rimpianti da parte di Gaspari? In teoria no. Eppure la reazione appare emblematica: “Potete tranquillamente trasferirvi a Grottammare e prendere la residenza là”, replica piccato ai giornalisti che lo interpellano sulla questione. “Ho fatto gli auguri e i complimenti a Merli. Tra dieci anni speriamo di avere un’opera della quale possa beneficiare l’intero territorio”.

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