CLICCA QUI PER LEGGERE LO STUDIO DEL GEOLOGO SERAFINO ANGELINI: Angelini_2011_a03

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lo stoccaggio di gas nel sottosuolo è sicuro al 100%? O esistono rischi di perdite di gas di varia forma? Il geologo Serafino Angelini, del Movimento Cinque Stelle, ha realizzato un dettagliato studio al riguardo, concentrando poi l’attenzione sull’eventuale stoccaggio Gas Plus a San Benedetto. Ricca la bibliografia e le citazioni.

Scrive Angelini citando uno studio di Gurevich A.E., Endres B.L., Robertson J.O., Chilingar G.V. del 1993, “Gas migration from oil and gas fields and associated hazards”, in Journal of Petroleum Science and engineering, pagine 223-238: “L’esperienza ha mostrato che la migrazione del gas in superficie crea un potenziale rischio di esplosioni, incendi, odori nocivi e potenziali emissioni di composti cancerogeni e non dovrebbero essere posizionate in contesti urbani. È virtualmente impossibile assicurare che il gas non migri in superficie. Specialmente nel caso di terremoto, le zone relative ai piani di faglia possono divenire più permeabili e potrebbero rappresentare una corsia preferenziale per il gas per raggiungere la superficie”.

Angelini cita anche studi riguardanti pericoli registrati in stoccaggi gas in California, a causa del rischio sismico, e nel Regno Unito, dove “superficialità ingegneristica, regolamentazioni lassiste e cattiva gestione hanno contribuito affinché si siano registrate perdite rilevanti nei siti di stoccaggio” (da An appraisal of gas storage technologies and incidents, for the development of risk assessment methodology, British Geological Survey for the Health and Safety Executive, 2008).

Angelini conclude scrivendo che “sottoporre una zona densamente popolata a rischi comprovati da pubblicazioni che parlano di pericolosità idrogeologica del sito, la sua costante attività tettonica, le problematice geologico-strutturali evidenziate e comuni con altri siti nel mondo, appare oggi discutibile. Subsidenza, perdite del reservoir, pericolo immediato per la popolazione, rischio di incidenti, appaiono attualmente problematiche sulle quali riflettere in maniera seria e approfondita”.

Un approfondimento che, considerata la questione altamente tecnica, sarebbe possibile forse condurre nell’apposita commissione, presieduta proprio da un geologo quale Giuseppe Cappelli, e che potrebbe vedere forse un coinvolgimento dell’Ordine dei Geologi nel caso la questione non rientrasse negli approfondimenti dell’Unicam. In modo da confermare o confutare le tesi esposte da Angelini.

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