SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Arriva il Natale e ritornano le tradizioni. Come ogni anno San Benedetto si ravviva nelle manifestazioni natalizie, e naturalmente molta rilevanza hanno i presepi.

I presepi sambenedettesi sono meta ogni anno di numerosi visitatori che in essi possono incontrare fede, arte e storia: ogni presepio declina in modi diversi i significati e gli atteggiamenti che ogni anno rinnovavano, interpretano e perpetuano il particolare spirito con cui le persone si pongono di fronte a Gesù Bambino.

Le opere di artisti e artigiani ereditano e ripresentano la grande tradizione del presepio rendendo ancora oggi la consueta ed irrinunciabile “visita ai presepi” una vera festa.

I presepi si possono visitare in un itinerario tra le parrocchie della città ed anche nelle abitazioni di semplici cittadini, innamorati della loro tradizione ed arte, consentendo di ammirare con vero stupore presepi di varie dimensioni, fedeli rappresentazioni artistiche di scene della natività e bibliche, frutto di approfondite ricerche storiche e di minuzioso lavoro di appassionati maestri presepisti.

Nell’edificio in Piazza Matteotti, già sede di una rinomata boutique di altri tempi, a lato del Bar dello Sport, si può ammirare una mostra di presepi realizzati da alcuni presepisti locali: Giuseppe Lagalla rappresenta la Natività in uno scenario di un paesino palestinese realizzato in cartongesso, gesso e colorato a mano con effetti della transizione del giorno e della notte, molto ammirato dai bambini; Giovanni Bergamaschi invece ha realizzato una grande grotta in polistirolo e gesso, modellato e dipinto a mano; Adriano Giacinti e Franco Fausti (vincitori del primo premio “Mostra e Concorso” a Monteprandone) hanno realizzato un diorama che rappresenta una stalla con tetto in legno e sullo sfondo è collocato un paesino palestinese lavorato con polistirolo, gesso inciso e colorato a mano; Luciano Iannetti e Daniela Anelli con la loro città immaginaria di stile medievale del 1300-1400 realizzata in polistirene inciso e dipinto a mano; Adriano Giacinti e Franco Fausti con il presepe “Via Laberinto”, realizzato seguendo i disegni del maestro Negrini del 1939, quando l’area venne bonificata; Natale Mattieto, presepista di Fermo, che ha costruito un piccolo presepe scavando la radice di un albero e insieme a corteccia di sughero ha realizzato questo paesaggio; Silvana Rossetti , costumista di cantanti lirici di Fermo, ha realizzato la Natività su un piatto; Adriano Giacinti ha raffigurato un presepe in una casetta di campagna realizzata con il polistirolo, gesso ed infine decorata a mano; c’è poi il sambenedettese Aldo Chiaromonte che ha raffigurato il Natale in una grotta di polistirolo e gesso con la particolarità di essere stata colorata con segatura tinta; Roberto Angelini ha realizzato una Natività in casa diroccata, scenario molto ricorrente tra i presepisti e infine Nunzia Liberati, della Valle d’Aosta, presenta un presepio, facente parte di una collezione privata, con soggetti realizzati in legno scolpito e dipinto a mano che rispecchiano la cultura della Valle d’Aosta.

Proseguendo nell’itinerario, vale sicuramente la pena di visitare il rinomato presepe di San Giuseppe, uno dei più conosciuti della zona, realizzato da Gabriella ed Aldo con grande passione.
La prima Natività fu realizzata per aiutare un bambino leucemico che purtroppo è venuto a mancare e da allora ogni anno la Sacra rappresentazione continua ed è finalizzata per opere di bene. Il presepe è allestito in Via Laberinto, proprio dietro la Chiesa di San Giuseppe. Gli artefici rinnovano costantemente la scenografia e la meccanizzazione del presepe con il desiderio di suscitare negli animi di grandi e piccini profondi sentimenti di cristianità.

A pochi metri troviamo anche il più grande presepe privato di Roberto Peroni realizzato nella propria abitazione in Via San Martino, in un ampio scenario ben curato nei particolari, con personaggi in movimento, qualcuno anche di pregio artistico ed infine un particolare effetto di luci.

Il motivo di questa creazione non è legato solo ai festeggiamenti del Natale e alla nascita del Bambin Gesù ma per creare anche quella particolare atmosfera che un presepe sa offrire.

Orari: le mostre e le parrocchie adeguano l’apertura ai visitatori in base alle consuete abitudini, normalmente nelle ore pomeridiane quando al calar della sera i presepi cominciano a vivere con i loro spettacolari effetti di luci e saranno visitabili anche fino alla metà di gennaio.

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