SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A riscaldare l’ultimo Consiglio Comunale dell’anno sono state le tariffe. Da alzare, vedi quelle del Centro Primavera, o da contenere, come quelle della Piscina Comunale. Da una parte il centrosinistra al completo, dall’altra il solo Luca Vignoli, affiancato da Giacomo Massimiani, pronto a contestare animatamente l’operato dell’amministrazione comunale nonostante, nel caso della struttura per anziani, le quote si adeguino a quanto stabilito sin dal 2005 dalla Regione Marche.

Per la residenza protetta (persone non autosufficienti) si parla di 33 euro per i residenti a San Benedetto in camera doppia e 39 in camera singola, mentre per i non residenti rispettivamente di 36 e 43 euro. Di 29 e 39 euro (doppia e singola) saranno invece i prezzi per la casa di riposo per i residenti e di 36 e 43 per i non residenti. “Per alcuni ospiti – ha confermato l’assessore al Sociale Margherita Sorge – la modifica comporterà un risparmio rispetto al passato, per esempio per gli utenti che versavano l’intera indennità di accompagnamento; per altri sarà necessario un maggiore sforzo economico. Il Centro è un fiore all’occhiello per la comunità; abbiamo dato un ordine normativo per adeguarci ad un indirizzo di Palazzo Raffaello”.

Furente la reazione di Vignoli, polemico anche per un mancato chiarimento – a suo avviso – sul fronte del tempo complessivo di assistenza: “Questa è una batosta, pur con tutte le scusanti. Dal primo gennaio controllerò le reali condizioni del minutaggio”. Lo segue a ruota Massimiani: “Il Comune tenga conto di chi ha grosse difficoltà”.

Immediata la replica del sindaco: “Ognuno di noi sognerebbe di dare servizi a costo zero o irrisorio. Ma questo non è possibile, non perché la classe politica sia incapace, semplicemente perché qui stiamo cercando di andare dietro a delle evoluzioni normative su tanti settori. Per la prima volta non portiamo Bilancio di previsione in Consiglio prima della fine dell’anno, non riusciamo a capire come modularlo. Davvero possiamo pensare che qualcuno si può chiamare fuori da questa situazione? Dire che mettiamo le mani nelle tasche degli italiani è troppo facile. Vorrei tanto dire agli ospiti del Centro che gli paghiamo la retta, ma non è possibile”. Poi Gaspari amplia i confini, finendo a parlare del passato Governo: “A seguito di tagli smisurati applicati dal centrodestra succede simpaticamente che a livello locale proprio il centrodestra critichi chi deve compensare. Vi prego, diteci come fare. Stiamo applicando le soluzioni più eque possibili, su qualsiasi campo, anche sul trasporto pubblico. Ho incontrato i familiari del Centro, vi assicuro che nessuno si è mostrato contrario”.

Animi placati? Macchè. Dopo aver approvato il punto sul Centro Primavera (14 i sì, 2 i no e altrettanti gli astenuti), è stata la Piscina Comunale a spaccare l’assise. Recitava il documento comunale: “Si parte dalla constatazione che le tariffe praticate dalle società sportive per i corsi di nuoto presso la piscina comunale sono tra le più alte delle Marche. La proposta di modifica stabilisce che le tariffe applicate da parte dei soggetti concessionari di spazi acqua ai propri iscritti frequentanti l’impianto natatorio non potranno superare il tetto massimo di quelle applicate nelle piscine comunali della Provincia di Ascoli Piceno e della Regione Marche,  salvo gli incrementi dovuti all’indice Istat. Ove le suddette risultino già in linea e/o superiori con tale parametro le stesse non possono essere aumentate”.

“Per il Centro Primavera si possono aumentare e per la Piscina no?”, ha tuonato ancora Vignoli. “Nessuno si iscrive ai corsi per obbligo o coercizione. E’ una libera scelta, perché non può esserci mercato sulle quote? Perché alle società sportive non è concessa la possibilità di pensare al proprio Bilancio? Dov’è la giustizia di tale delibera? Voi menate e legate anche le mani; così si strozzano le società”.

A difendere la maggioranza ci ha pensato Eldo Fanini, assessore con delega agli impianti sportivi: “A noi è dato il compito di monitorare cifre e tariffe. La struttura Primo Gregori è a gestione diretta, è giusto che si controlli. Le parole di Vignoli sono strumentali”.

Da segnalare tuttavia a riguardo, nonostante l’approvazione dell’ordine del giorno con 12 sì, il voto contrario di Domenico Pellei e l’astensione del democrat Sergio Pezzuoli.

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