SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non è detto che per farsi notare si debba necessariamente alzare la voce. A volte basta non esserci, non dire nulla in quanto assenti. Deve forse pensarla così il Popolo della Libertà, che martedì sera ha quasi integralmente disertato l’ultimo consiglio comunale dell’anno, lasciando al solo Luca Vignoli il ruolo di oppositore.

Qualcuno ironizza (“Luca si è caricato tutto il Pdl sulle spalle”), altri storcono il naso e le frecciate, nemmeno troppo silenziose, giungono proprio dal centrodestra. Vignoli nel frattempo se la cava, con la solita foga, stavolta evitando tramezzini ed ogni tipo di polemica col presidente del Consiglio. Di fianco a lui immancabile Giacomo Massimiani della civica “San Benedetto Nuova”, pure lui sveglio ed attento, tuttavia incapace di celare la notizia di un’assise disertata in massa.

Non pervenuti dunque Bruno Gabrielli, Pasqualino Piunti, Annalisa Ruggieri, Andrea Assenti e Pierluigi Tassotti (nella minoranza mancava anche la grillina Ferritto). E’ vero, la data a cavallo tra Natale e Capodanno non ha di certo aiutato. Al contempo però va registrata dall’altra parte una partecipazione completa dei componenti della maggioranza, con l’unica eccezione di Andrea Marinucci che ha alzato i tacchi anzitempo.

Del resto, delle recenti distrazioni politiche dei berlusconiani ci occupammo già qualche tempo fa e se i primi sette mesi del Gaspari bis non sono stati completamente in discesa, il “merito” non si può attribuire al partito azzurro. Fatta eccezione di qualche picco isolato, come la richiesta di Gabrielli in ambito di Gas di ascoltare il parere dell’Asur, la sensazione è stata infatti quella di una prosecuzione ad oltranza di quel fair-play predicato a fine maggio, a pochi istanti dalla sconfitta elettorale.

Se poi si aggiunge l’indifferenza mostrata quando Pd, Idv e Verdi si scannavano in merito alle altre calde vicende dei doppi incarichi e delle partecipate, il cerchio si chiude definitivamente. Il Pdl per adesso sonnecchia. C’è chi ci ride su: “Se si risvegliasse l’amministrazione smetterebbe di colpo di litigare”. Ma le battute, onestamente, non bastano più.

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