SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo dal vescovo Gervasio Gestori.

Carissimi,

arrivano le feste natalizie di questo anno 2011, arriva un nuovo Natale. Come vivere in modo nuovo queste antiche festività? Come vivere un Natale nuovo?

Il Natale cristiano è festa antica, domanda di partecipare a riti tradizionali ed è l’occasione per gesti ormai entrati nelle abitudini di tutti: auguri, regali, pranzi in famiglia, presepe, albero, visita ai parenti, presenza alle celebrazioni in chiesa.

Voglio subito augurare di cuore a tutti di poter vivere questi appuntamenti in modo piacevole e in un clima sereno. Ma sono consapevole che spesso queste giornate provocano in tanti affanno per la ricerca delle cose da regalare, per il tempo da dedicare ai parenti, per non dimenticare nessuno nel mandare gli auguri. E poi occorre non perdere di vista il bilancio familiare sempre più magro in questi tempi. Penso a chi è nelle ristrettezze economiche, a quanti vivono malati, a chi è solo e non ha nessuno a cui fare un regalo o da cui ricevere un augurio.

Questi giorni sono certamente ricchi di gioia, ma per tante persone possono essere momenti di tristezza, perché non hanno nessuno con cui condividere i preparativi del pranzo o perchè stanno soffrendo una struggente nostalgia per un parente recentemente scomparso.

Mi chiedo se non sia possibile vivere questa festa antica in modo nuovo, se non si possa trascorrere queste giornate in un clima di gioia durevole, se il Natale non sia capace di togliere quel velo di tristezza che oscura la vita, per donare serenità non soltanto a parole. È possibile?

Penso che la vera novità delle feste natalizie non consista nei regali nuovi, nei divertimenti fantasiosi, nei viaggi esotici. Tutto questo è troppo limitativo. Le novità esteriori non sono durature e passano facilmente, senza lasciare traccia più di tanto.

Le vere novità sono possibili, se non staranno fuori di noi, ma con sentimenti profondi, mediante esperienze non superficiali. Occorre avere uno sguardo nuovo sulle persone che ci stanno accanto, per cogliere in loro qualcosa di diverso e di bello. Occorre guardare le cose con la luce di un sorriso, che vede anche in quelle antiche qualcosa di bello non avvertito prima. Bisogna essere capaci di aprire la mano per aiutare e donare un poco di calore umano a chi vive triste. Bisogna stare accanto a chi è solo per condividere momenti di vita.

Questi piccoli gesti e queste attenzioni apparentemente banali riescono a rendere nuovo qualcosa di antico. La semplicità del cuore sa suggerire le novità capaci di gioia, come avvenne per i pastori di Betlemme, nella notte in cui nacque Gesù, quando l’angelo disse loro: “Vi annunzio una grande gioia: oggi per voi è nato un Salvatore, il Cristo Signore” (Lc 2,10). E il loro cuore fu pieno di gioia. Qui c’è il progetto dell’uomo nuovo, che sa accogliere una bella notizia, quella del Vangelo.

. Aveva scritto Benedetto XVI nella sua Enciclica Caritas in veritate: “La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole, a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficoltà del momento presente” (n.21).

Queste parole di qualche anno fa risultano oggi chiaramente profetiche e ci invitano ad approfittare anche di questi momenti critici per assumere nuovi modi di pensare e per modificare i nostri stili di vita. Sia da un punto di vista economico e sociale, ma soprattutto sotto il profilo morale. Gesù nasce povero a Betlemme per indicarci le ricchezze della fede, che genera speranza e domanda amore generoso verso quanti hanno bisogno.

Dall’antica festa di Natale raccogliamo l’esigenza di una vita nuova. Ecco l’augurio: il nuovo Natale doni a tutti un Natale nuovo!

Di cuore benedico le famiglie, i bambini, i malati, quanti si sentono soli.

Buon Natale!

+ Gervasio Gestori

Vescovo

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 564 volte, 1 oggi)