MARTINSICURO – La ristrutturazione del cinema Ambra alimenta il fuoco delle polemiche a Martinsicuro. Un’opera da molto tempo richiesta dalla cittadinanza in un territorio che, ormai da troppi decenni, manca di un luogo pubblico dove  poter organizzare eventi culturali ed iniziative di aggregazione sociale. Ma, proprio per la complessità dell’intervento e per i costi elevati, è scontro aperto tra maggioranza ed opposizione sulle strade da percorrere per la costruzione del nuovo edificio in piazza Cavour.

Tre milioni di euro circa è il costo dell’opera, in base al progetto approvato nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Una somma che ha scatenato le proteste non solo dei tre gruppi di opposizione (Città Attiva, Fli e Pd) ma anche dell’ex assessore ai Lavori Pubblici Francesco Tommolini il quale, dopo un acceso scambio di battute con i colleghi di maggioranza, nel civico consesso ha votato contro al pari delle opposizioni, ritenendo prioritario destinare le somme stanziate per il primo stralcio ad altri interventi più urgenti a Martinsicuro. Ed è proprio sulle cifre che si concentra anche la battaglia delle minoranze.

2milioni e 992.058 euro è la somma necessaria per portare realizzare l’opera, che prevede la costruzione di una biblioteca comunale al piano terra, di un sala teatro al primo piano, di spazi attigui da assegnare alle associazioni del territorio, e aree con servizi di interesse comune (come l’ufficio Iat). Una struttura insomma che funzioni non solo come elemento di promozione della cultura, ma anche come luogo di aggregazione sociale e di servizi pubblici.

Il progetto si compone di 4 stralci funzionali: nel primo è prevista la demolizione del fabbricato esistente e la costruzione della nuova struttura portante con opere di tamponamento al grezzo (899mila euro). Nel secondo stralcio sono incluse opere generali di involucro architettonico e opere parziali del primo piano (697.686 euro). Il terzo stralcio prevede opere di completamento del piano terra e opere parziali del primo piano (697.686 euro) e il quarto infine il completamento delle opere interne al primo piano (697.686 euro). I fondi per il primo stralcio dei lavori sono costituiti da 250mila euro stanziati dalla Fondazione Tercas (dei 450mila complessivi elargiti in due annualità), da 99mila fondi attinti dal bilancio comunale e da 550mila euro reperiti attraverso un apposito mutuo.

Diverse le contestazioni avanzate dai tre gruppi di opposizione: nonostante nel progetto si parli di  stralci “funzionali” (ossia interventi che, una volta portati a termine, possono dare modo ad una parziale fruibilità della struttura), sembra che con la tipologia di lavori che si realizzeranno, l’edificio non potrà essere immediatamente utilizzabile.

“Si rischia di avere in piazza per molti anni uno scheletro  che potrebbe stentare ad essere completato  – affermano – se non si trovano i fondi necessari”. Perché i fondi, non essendo tutti nelle immediate disponibilità dell’ente, dovranno essere reperiti in corso d’opera attraverso diverse strade (mutui, fondi regionali, finanziamenti privati).

Per il Pd sarebbe stato meglio realizzare il precedente progetto dell’amministrazione Maloni, che prevedeva una costruzione più modesta (solo due piani anziché gli attuali tre) con un costo di circa un milione e mezzo di euro. Oltretutto la riqualificazione della struttura va di pari passo con la riqualificazione del centro cittadino, minata però, secondo il Pd, da un progetto da tre milioni di euro che rischia di non potersi concretizzare all’atto pratico, con risvolti anche di carattere sociale sulla città. “L’amministrazione Di Salvatore – afferma il Pd – ci lascerà in eredità uno scheletro in piazza Cavour per mancanza di finanziamenti. Crede forse la giunta Di Salvatore che quello scheletro garantirà una maggiore sicurezza ai pochi che frequentano la piazza? O permetterà a quanti vogliono delinquere di trovare luogo fertile? Perché fare un passo più lungo della gamba quando sono state proposte alternative più responsabili?

Per Città Attiva si tratta di un’ “opera faraonica”, con il rischio che, mancando i fondi per portare a termine l’edificio, il grezzo possa costituire un nuovo “ecomostro” come quello costruito sulla spiaggia e adibito a centro per la piccola pesca, con la differenza di avere sotto gli occhi una bruttura stavolta collocata nella piazza centrale di Martinsicuro.

Per Fli invece il teatro potrebbe essere inserito negli accordi di programma per la realizzazione del campus scolastico: “Il privato costruisce l’edificio e lascia al Comune una sala polifunzionale, che così avrebbe raggiunto lo scopo a costi decisamente inferiori. Nel contempo – aggiungono – i 450mila euro già stanziati dalla Fondazione Tercas potrebbero essere soggetti ad un cambio di destinazione ed essere impiegati per rimettere a nuovo gli spazi verdi e le aree attrezzate di Martinsicuro e Villa Rosa”. Le tre opposizioni sollevano inoltre dubbi sulla reperibilità dei successivi fondi per i tre restanti stralci funzionali.

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