c’è abbastanza pubblico, molto forte la presenza anche di forze dell’ordine

ORE 12:20 Inizia la commissione, parla Gaspari introducendo la presenza della dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico Liliana Panei e l’assessore all’Ambiente Sandro Donati. Spiega che Gas Plus è assente, i dirigenti della società si trovano ad Ascoli Piceno, disponibili ad incontrare la commissione: “Mi hanno inviato una lettera ieri o l’altro ieri, io l’ho consegnata ieri alla Commissione. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, e ognuno può fare le considerazioni che vuole”.

Il nostro è un iter democratico e partecipato, proposto da una città pacifica e democratica, per cui ci sembra brutto che qualcuno possa temere qualcosa, un conto è la vivacità del confronto civico, altro conto è mettere in discussione che ci possano essere atti che non siano tutelati o a tutela della nostra incolumità fisica. Mi sento di respingere assolutamente il timore paventato”.

ORE 12:25 ASSESSORE DONATI Donati spiega l’iter: “Ci sarà la VIA, se ci sarà parere tecnico positivo poi servirà l’intesa in cui siamo chiamati anche noi della Regione per il nostro parere. Naturalmente se il territorio non vorrà lo stoccaggio, ci opporremo, ma ci deve essere un accordo totale. C’è anche l’ipotesi di un ricorso del Ministero al Consiglio di Stato, ma questo non è mai accaduto”

ORE 12:30 LILIANA PANEI MIN.SVILUPPO ECONOMICO: “Quello che ha detto l’assessore Donati è corretto, se un territorio non è d’accordo non si può fare, lo prevede la nostra Costituzione. Le competenze sono diverse, da parte di Ministero, Regione e Comune”.

Panei spiega il suo ruolo e quello del Ministero e poi l’utilizzo del gas: “Importiamo il gas dall’Africa e dalla Russia da gasdotto, cosa che mal si concilia con i consumi di punta. Negli ultimi anni il consumo di gas è diminuito, non aumentato, e allora perché fare gli stoccaggi? Noi speriamo che la crisi economica passi, e che quindi servano maggiori quantità di gas in futuro“. Seguono slide sul funzionamento di un giacimento di stoccaggio.

Illustrando gli impianti la Panei spiega che “i nuovi impianti prevedono che la separazione tra gas e impurità del sottosuolo vengono divisi con setacci molecolari, cosa che ci permette di non avere alcune ricadute a livello chimico”.

“Quello di San Benedetto sarebbe uno dei primi stoccaggi nelle Marche e uno dei primi nel centro Italia”.

“Per Cugno Le Macine e Serra Pizzuta abbiamo lavorato molto coi Comuni, stiamo faticando ad avere l’intesa”. Altri progetti si trovano allo stato di San Benedetto.

“Perché lo stoccaggio a San Benedetto? Noi abbiamo valutato la situazione dei giacimenti italiani, e valutiamo le caratteristiche geologiche e infrastrutturali: per lo stoccaggio il giacimento deve rispondere bene all’iniezione e all’estrazione del gas. Per uno stesso giacimento ci sono solitamente più domande di diverse società, una commissione tecnica valuta dal punto di vista tecnico. Nel caso di San Benedetto il progetto Gas Plus, Gaz de France e Acea è stato considerato il più idoneo. A questo punto è partito l’iter al Ministero dell’Ambiente per la VIA, e quando e se ci sarà il provvedimento di VIA favorevole partirà la conferenza di servizio indetta dal mio ufficio alla quale parteciperanno tutte le amministrazioni ed enti che dovranno esprimere pareri o intese”.

“Questi impianti sono considerati strategici per la collettività. Per il conferimento della concessione serve il parere favorevole della Regione che viene a monte del provvedimento favorevole dei Comuni. Una ulteriore garanzia viene data dall’inserimento degli impianti di stoccaggio nella Direttiva Seveso, cosa che fino due anni fa non avveniva. Quindi i progetti vengono esaminati dai Comitati tecnici regionali con partecipazione Arpam, Comuni, comitati di geologi, quindi vengono fatti esami su eventuali malfunzionamenti e viene trovato il modo per contenere i rischi. Questo quindi è una ulteriore contenimento riguardante la sicurezza, anche se i nostri uffici periferici svolgono un servizio di monitoraggio continuo. Ho cercato statistiche sugli impianti di stoccaggio ma in realtà ho trovato pochi problemi”.

ORE 12:55 CAPPELLI, PRESIDENTE COMMISSIONE Presentiamo nostri dubbi sulla vicenda, in maniera razionale. Oggi volevamo fare delle domande secche e precise alla Gas Plus, per avere risposte precise. Mi dispiace che non ci siano, qui c’è un clima sereno, porremmo lo stesso le nostre domande, qualcuna la gireremo all’ingegner Panei, ma mi dispiace molto questa assenza.

Abbiamo letto, e anche ascoltato. Sono state scritte sui giornali delle cose non corrette, mi sorprendo che si possano fare, quando si parla di bombe, di metano liquido, molti di quei titoli non mi sono piaciuti. Certo, tutto nasce da un ritardo di comunicazione e questo è un problema (Cappelli ha ragione su tutto, almeno questo giornale non si sente chiamato in causa per le “balle in giro”). Noi dobbiamo chiarire, questo è il nostro compito, qui ci sono delle criticità e le elencheremo, ma non bisogna inventarsi i mostri.

Qui parliamo di uno stoccaggio “convenzionale” e non speciale, e di “modulazione”, ovvero non fortemente strategico. Il giacimento c’era già, il gas viene immesso d’estate.

Volevo chiedere a Gas Plus: da dove arriva il gas? qual è la storia del gasdotto Ravenna-Chieti? Io avrei anche qualche parere in merito, perché non c’è una flessibilità a monte?

Area del giacimento? La superficie sembrerebbe di 15 chilometri quadrati rispetto al giacimento iniziale di 87 chilometri. Gradirei che i tecnici della Gas Plus evidenziassero esattamente quale è questa area, se si espande tra San Benedetto e Monteprandone”.

Cappelli poi elenca alcune caratteristiche del giacimento: “E’ roccia arenacea, sabbia cementata porosa, formata 20 milioni di anni fa. Questo ci dà delle garanzie sulla tenuta del giacimento, non avendo mai notato ad esempio in passato dei vulcanelli”.

“Il gas è stato trattato lì già da 20 anni, cosa che non aveva mai destato preoccupazione. Per quanto riguarda la superficie lì ci sono delle torri che potrebbero scomparire. Il metano è la molecola più semplice che esista, poi ci può stare un po’ di propano e butano. Per pulirlo si usano setacci molecolari, che limitano l’inquinamento. Centrale mi sembra un termine proprio appropriato”.

“I lavori durano due anni, la perforazione dura un anno, tutti i lavori un tempo di circa due anni. La fase più problematica, quella della perforazione, dura un anno. Lo studio che fa l’Arpam, ho potuto leggerla”. Cappelli fa un inciso: “Guai a confondere lo stoccaggio con l’Elettrocarbonium di Ascoli. Non dico che qui non ci sono problemi”.

L’Arpam dice: Gas Plus ha condotto una campagna di monitoraggio di 7 giorni nel 2010. L’impatto prodotto dall’opera in oggetto relativamente alle emissioni in atmosfera può essere considerato scarsamente significativo anche in virtù delle mitigazioni pensate. L’apporto degli inquinanti è minore dell’1%, sotto lo 0,5%”.

“Qualcuno dice che l’area è già degradata, vogliamo mettere una nuova piuma sul cammello per farla crollare? Ma insomma, preoccupiamoci che noi tutti i giorni respiriamo area degradata. Ci dovrebbe essere una battaglia feroce da fare su quella zona. Possiamo fare le battaglie, questa ha un grande valore simbolico, non sto facendo una difesa di nessuno. Anche sul lungomare di sera, d’estate, respiriamo l’aria che arriva da monti”.

Rumore: “L’Arpam esprime parere favorevole sulla questione del rumore”.

Le nostre domande, oltre la modulazione.

1. San Benedetto non è un piccolo centro agricolo, cosa che si evince dalla relazione Gas Plus. Non si parla mai della città, né della vocazione turistica. In tutti i comuni dove ci sono gli stoccaggi, sono piccoli o piccolissimi centri. La nostra è una città che va rispettata, viviamo di turismo. Non ci piace il modo in cui siamo descritti, anche se il tipo di giacimento è una occasione ghiotta per Gas Plus, una cassaforte. Ma dico e ribadisco che la città vive per quello che ha in superficie.

2. Rischio di esondazione: io ho visto esondazioni del Tronto, adesso il clima è un po’ impazzito. Il Tronto è stato snaturato, occorre anche prevedere l’arrivo di uno o due metri: Gas Plus è attrezzato all’evenienza.

3. Riguardo la torcia, anche se non inquina molto, io chiedo se esistono però delle tecnologie alternative, perché questo gas ha un impatto molto significativo a livello visivo ed emotivo.

4. Impatto sulla salute: dai dati Arpam sappiamo che siamo ben sopra i limiti giornaliero. Sono mai stati fatti studi negli altri siti?

5. Ci sono fatti studi sulla svalutazione degli immobili?

6. Per il traffico, abbiamo un problema solo nell’anno di perforazione.

7. Un altro dato critico che ha dato un geologo del Movimento Cinque Stelle, parla di una faglia che corre lungo il Tronto, a livello geologico. Angelini diceva che nella roccia di copertura avrebbe rilevato molte fratture, e si chiedeva se i cicli di carico e scarico possono incidere e creare uno stress, anche se io non so se a tremila metri di profondità cosa accade. Io non sono una autorità, questi sono rischi improbabili.

PANEI Do qualche risposta. Da dove viene il gas? E’ il gas del metanodotto Snam. La struttura della rete mi coglie impreparata, perché è gas che viene miscelato, non c’è un metanodotto dedicato.

Lo stoccaggio è vero che non è strategico, ma avrà una sua quota di gas che non possono essere movimentati per “strategico”.

Pressione massima sarà uguale a quella iniziale per garantire la sicurezza del cap rock.

Torcia: forse la Gas Plus non espone bene nel suo progetto. Il nome tecnico è “roccia fredda”. Il gas non si deve bruciare, quello serve solo in caso di sicurezza.

ELIO CORE Comitati di quartiere (membro della commissione) Non capisco perché Gas Plus non abbia colto l’invito del sindaco anche ieri sera, con una telefonata del sindaco, per spiegarci i pericoli a cui possiamo andare incontro. La sua relazione, ingegnere, è perfetta dal punto di vista teorico. Noi vogliamo sapere i veri rischi.

Io ho preso alcuni appunti. La conferenza dei presidenti si è espresso criticamente contro il progetto, che spaventa noi cittadini:

1. Inquinamento nelle fasi di realizzazione

2. Invasione del sottosuolo. Per me è una “bomba”, io la chiamo così.

3. La popolazione che abita vicino, fino a 50 metri. Credo che non ci sia altro stoccaggio al mondo con queste caratteristiche.

4. Ci sono criticità per il trasporto dei rifiuti a livello viario.

5. Siccome la Gas Plus è convinta che non ci siano problemi, chiediamo a Gas Plus di sottoscrivere una polizza assicurativa per eventuali problemi di rischio, per ogni problema, per la svalutazione degli immobili. Devono risponderne civilmente e penalmente.

6. La mancanza della presenza dei dirigenti Gas Plus genera ulteriore discredito sulla vicenda. Noi siamo persone mature, tranquille, grazie alle quali San Benedetto è diventata una città turistica rinomata.

7. Chiediamo al sindaco, in mancanza di dati certi e inconfutabili, di bloccare la VIA.

8. Noi siamo i cittadini di San Benedetto, non Gas Plus, estranea al nostro tessuto tecnico ed economico.

9. Siamo soddisfatti di come si sta muovendo il sindaco, apprezziamo quello che sta facendo anche ieri sera, con la telefonata a Gas Plus.

10. BRUNO GABRIELLI Pdl L’assenza di Gas Plus è una forte nota di biasimo. Da come ci dice l’ingegnere, alla fine la Regione deciderà tenendo conto di quali sono i contributi che arrivano dal Comune. Se la posizione del Comune è negativa, la Regione poi darà parere negativo. Io credo che questo contributo non potrà che essere negativo, perché ci sono parecchi aspetti relativi ai rischi. Vengo ad un punto di domanda ben preciso. C’è un decreto del 1934 che va a disciplinare proprio questo genere di situazioni. Queste attività vanno realizzati in luoghi lontani dai centri abitati e dalle abitazioni. Mi chiedo come mai in questo caso si sia derogato da questo decreto.

Poi chiedo: qui l’Arpam fa una valutazione sull’impatto ambientale. Sono molto perplesso da come possa dare un parere favorevole. Ci sono invece valutazioni da parte di altri enti che possano valutare la salute pubblica derivante da queste centrali.

GIUSTINO ZAZZETTA Ingegnere della commissione Gas Plus ci indica come territorio agricolo e addirittura con caratterizzazione mineraria. Di fatto San Benedetto è un terziario con specializzazione turistico. Tolto Brugherio e Lugo, gli altri paesi sono ubicati in comuni o frazioni di mille o duemila abitanti. Fra l’altro in comuni vasti, a vederlo da Google Earth si capiva che non incidevano. Noi siamo 48 mila abitanti con 25 kmq, quindi intervenire su questo territorio dà naturalmente fastidio, a partire dal camino. Non per niente abbiamo una struttura urbanistica senza zona industriale, proprio perché questo territorio prevedeva che una zona industriale sarebbe andata in conflitto con la struttura.

PALMA DEL ZOMPO Idv La posizione di una qualsiasi persona può essere a prescindere positiva o negativa, certo. Così come dobbiamo avere la mente sgombra. Bisogna poi parlare del rischio, e mi dispiace non ci siano i tecnici Gas Plus. Una parola sull’impatto sanitario. Non esistono valutazioni del genere nella nostra regione, ad esempio non abbiamo un registro dei tumori, e quindi non potremo valutare eventuali impatti. Senza evocare chissà cosa, io ho fatto una iperbole Fukushima però non tutti l’hanno capito, non era ovviamente una situazione reale.

Premesso che gli impianti di stoccaggio devono rispettare la Direttiva Seveso, ovviamente un rischio zero non è esistente? Come stabilire se un rischio è accettabile o meno? Il Ministero? I libri di medicina?

Chiedo anche una visione politica: esiste un principio di precauzione e un principio di opportunità, che ci fanno dire che questa città non si è data una zona industriale per darsi una vocazione turistica-terziaria, l’opportunità che un impianto di questo genere sorga in una zona come San Benedetto, genera perplessità. Io non avrò mai rassicurazioni tali da dire che non ci sia questo rischio, io dico che politicamente questa centrale di stoccaggio non è possibile nel nostro territorio. Noi siamo una città turistica e così vogliamo presentarci.

PINO MARUCCI Fli La Gas Plus lavora su 15 kmq, ma c’è un decreto del Ministero che dice che qualora venga richiesto e ci siano necessità potrà espandersi a 87 kmq. Questo è ghiotto per Gas Plus.

Quali costi/ricavi sono stati comparati a favore di questo stoccaggio?

Chiaro che non esiste sicurezza zero. Non è stoccaggio soltanto eh, non è un rigassificatore di terra, ma il gas viene immesso, pressato, estratto, riscaldato, lavorato. Un conto è il gas che prendevamo dal sottosuolo, un conto questo…

Questa vocazione turistica-ambientale va tenuta conto, il territorio non può accettare questa dislocazione di per sé. Comprendiamo l’interesse della Gas Plus, ma il territorio non può essere penalizzato. Il fatto che Gas Plus non sia venuto a questo incontro la dice lunga, non credo per problemi di sicurezza, insomma, si discute con passione ma certamente non è venuta perché non vuole confrontarsi col territorio ma cerca di oltrepassarci per arrivare al suo obiettivo.

Per me la novità è che Donati afferma che la Regione se il Comune di oppone darà un parere vincolante di opposizione. Una buona notizia per il sindaco.

STEFANO QUEVEDO LIPU-CODACONS Vigileremo sulla componente economica perché c’è una parte della nostra bolletta che finanzia queste cose. Per la Lipu do la parola al professor Marotta: Abbiamo dati in controtendenza, i consumi diminuiscono, qui si fanno politiche in aumento dei consumi. Se diminuiamo del 20% i consumi il Pil aumenta dell’1%.

Riguardo il perforamento: abbiamo un peggioramento localizzato ma significativo delle condizioni ambientali, e in base alla legislazione anche della VIA questo non si può fare.

Sentina: nella VIA tutta la parte relativa alla biodiversità andrebbe approfondita. Esistono studi e dati chiari e specifici relativi agli incrementi di carichi antropici in aree urbane.

MARIA ROSA FERRITTO M5S Ho una proposta anche per il sindaco se vuole. Primo: conoscere gli impianti dal punto di vista ingegneristico, aprendosi anche a quello che è accaduto all’estero e negli USA.

2. Massima concertazione con tutti i cittadini, tra cui i diritti non disponibili, salute e proprietà.

3. Allargamento del confronto anche alla basse Valle del Tronto, sia lato abruzzese che marchigiano. L’impatto riguarda un’area ben più vasta. La durata dello stoccaggio è stimata in 40 anni, quindi è necessario un allargamento del dibattito.

Potremmo concludere i percorsi con dei forum.

Posso dirle che parteciperemo come gruppo per trovare relatori per approfondire la conoscenza della questione.

Infine interviene Settimio Ferranti Stamattina abbiamo protocollato le prime 500 firme della lettera di diffida insieme al M5S

DANIELE PRIMAVERA RC Soddisfatto per il buon andamento dell’iniziativa e di fronte alla richiesta di Gas Plus di incontrarci senza i cittadini, noi ci siamo opposti. Non siamo mediatori, non avrebbe senso altrimenti.

Una considerazione rispetto a quello che ha detto la dottoressa sulla vicenda della gara vinta da Gas Plus. Siamo davvero sfortunati per la vittoria di Gas Plus! Bordolano, che non è San Benedetto con tutto il rispetto, ha visto immediatamente la presenza di Stogit, che è andata a relazionarsi con il consiglio comunale portando tutti i dati. Qui a San Benedetto l’approfondimento è stato invece a carico dei cittadini.

Riguardo Bordolano, si è pensato alla realizzazione di una nuova centrale lontano dal centro abitato con le migliori tecnologie esistenti. Questa è la proposta dell’azienda proponente!

Gas Plus invece ha modificato sensibilmente su richiesta di enti purtroppo degli enti locali.

Nel caso di Stogit in relazione a Bordolano, città non turistica e che non ha un grande problema di immagine. Ad esempio a Bordolano il meccanismo di trivellazione non ha torri grandissime (60 metri?), ma torri più piccole, meno impattanti.

Queste proposte: non farla vicino alle case, e ridurre l’impatto. Naturalmente questo è il livello minimo: presenza della controparte e tutti i livelli di sicurezza e di mitigazione. Altrimenti non si discute neanche, naturalmente la centrale non la vogliamo.

GASPARI L’incontro mi sembra proficuo, cerchiamo di capire meglio quali sono i livelli di sicurezza. Utile anche capire che la Regione ha preso una posizione netta ed utile, molto importante, perché gli incontri servono non a scontrarsi ma a giungere ad una posizione finale.

Chiedo a questa assemblea un ringraziamento formale alle forze dell’ordine, una presenza superflua perché l’assemblea è stata tranquilla, ma la presenza è stata molto tranquilla.

PANEI Ribadisco ancora: solo il territorio può decidere se l’opera può essere compatibile con gli usi del territorio. Ma attenzione, non sospendiamo la VIA, il progetto è disponibile a tutti nel sito del MinAmbiente, tutti possiamo presentare osservazioni. Chi ha qualcosa da dire lo deve dire nelle sedi giuste, così poi successivamente nella fase di intesa.

Una nota sulla Seveso 2: Gas Plus doveva presentare la documentazione per il nulla osta, a quel punto tutti potranno fare le valutazioni opportune a livello regionale e locale su questa cosa.

ORE 14:30 FINE PROGETTO

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