SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non è una resa ufficiale, ma un giudizio così eloquente sul punteruolo rosso da parte di Giovanni Gaspari raramente si era ascoltato: “Stiamo perdendo questa battaglia per colpa dell’egoismo di qualcuno”. Parole pronunciate nel corso del convegno della Coldiretti, svoltosi in Municipio giovedì mattina, con le quale il primo cittadino condanna aspramente la “rincorsa al Dio denaro” che avrebbe portato all’aggravamento della situazione d’emergenza generata dal coleottero killer delle palme. “Se ci fossimo affidati ai nostri vivaisti probabilmente non avremmo avuto questo problema, diventato adesso grave per tutti”.

Le piante infette sono a centinaia e, nonostante i tecnici dell’Assam nei giorni scorsi abbiano smentito la crescita esponenziale del fenomeno, la preoccupazione tende a non scemare. Anzi. “Se non saremo capaci a frenarlo, e ad oggi non lo siamo, fra poco tempo dovremo cambiare nome alla città. Le palme non esisteranno più”.

Un refrain mescolato ad un monito, destinato ai presunti colpevoli: “La qualità si paga, non si può avere qualità a prezzi irrisori. Al contrario, qualcuno desidera fare le nozze coi fichi secchi”.

Riferimento probabilmente a coloro che, in tempi remoti (e non) optarono per la piantagione di determinati tipi di esemplari, magari economici ma al contempo forse non certificati.

Come già testimoniato, al vaglio ci sarebbero delle nuove soluzioni legate alla tipologia di palme da installare in futuro, con le washingtonie in pole-position in quanto considerate più resistenti agli attacchi del parassita. Per quel che riguarda i trattamenti, sarebbe pronta la rinuncia del Comune ad adottare alcuni prodotti di prevenzione. Autorizzati dal Ministero solo per alcuni periodi dell’anno, sia San Benedetto che Cupra e Grottammare avrebbero optato per il rifiuto dei trattamenti, perché ritenuti tossici. Il programma previsto per il 2012 di conseguenza seguirà protocolli alternativi: o si continuerà con la mera cura delle palme malate o si sperimenteranno prodotti biologici, dal resa tuttavia incerta.

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