SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è svolta sabato pomeriggio nella Sala consiliare del Municipio la cerimonia di consegna del premio Truentum, la massima onorificenza cittadina dedicata ai figli di San Benedetto del Tronto che, con il loro lavoro, danno lustro alla città in campo nazionale ed internazionale.

Il premio, istituito nel 1986, quest’anno è stato ritirato dal professor Antonio Guastaferro, ex preside e fondatore dell’Ipsia, scuola che, sotto la sua guida è cresciuta rapidamente per importanza, qualità dell’insegnamento, numero di iscritti e che ha formato tanti giovani sambenedettesi.

Ad introdurre la cerimonia è stato il sindaco Giovanni Gaspari: “Con affetto, riconoscenza e gratitudine oggi la Città di San Benedetto premia la dedizione e l’impegno per il lavoro di una persona che, pur non essendo sambenedettese di nascita, ha amato la città e contribuito all’interesse della collettività”.

La motivazione del riconoscimento è stata letta dall’ex primo cittadino, Ugo Marinangeli: “Per aver saputo trasformare l’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato della città di San Benedetto del Tronto, che cinquant’anni fa contribuì a fondare, in un centro propulsore di idee, professionalità e abilità rinomate in Italia e all’estero. Splendida figura di uomo di scuola che si è sempre adoperato, negli oltre trent’anni di direzione dell’Istituto, affinché i risultati dell’attività didattica trovassero compimento nel mondo del lavoro favorendo l’istruzione professionale anche in altri centri del Piceno. Così facendo ha aiutato moltissimi giovani, italiani e stranieri, a trovare la propria realizzazione dando lustro alla città che lo ha accolto e che lo ha visto sempre operare con lungimiranza, passione e attenzione per le nuove generazioni”.

Nel saluto di ringraziamento, Guastaferro ha ironicamente commentato: “Sono rimasto sbalordito quando mi hanno comunicato la notizia, pensavo me lo dessero molto prima, quando mi hanno collocato in pensione dopo 50 anni di onorato servizio nella scuola. Scherzi a parte, è un onore  ricevere quest’onorificenza, ora mi sento veramente un cittadino sambenedettese”.

Il pomeriggio, come da tradizione, è stato impreziosito da una parte musicale curata dall’Istituto musicale “Vivaldi” e, in particolare, da due giovani promesse, le sorelle Angelica e Anastasia Urbanelli, che hanno eseguito tre brani tratti dal concerto in Sol Maggiore “Hob VII a” di Franz Joseph Haydn. Fuori programma, come augurio per le imminenti festività, il brano “Nuttate de luna”, ormai inno della città.

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