SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In diretta dalla Palestra dell’Agraria, incontro sulla centrale di stoccaggio Gas Plus.

ORE 21:15 La palestra si va riempiendo. E’ arrivato il sindaco Gaspari.

ORE 21:15 Circola un documento della Conferenza dei Presidenti dei Comitati di Quartiere, che, dopo aver criticato ed “espresso unanime dissenso sulla carenza di informazione avvenuta per tanti mesi nei confronti della cittadinanza”. “Prende atto che nell’ultimo mese tale atteggiamento sta cambiando anche attraverso questo incontro ed apprezza le azioni che recentemente il sindaco Gaspari ha avviato, tra le quali l’incarico di consulenza per la verifica dei dati assegnato allo spin-off attraverso l’Università di Camerino e l’attivazione della Commissione Tecnica a cui prendono parte anche due rappresentanti dei Comitati di quartiere”.

“E’ necessario – continua la nota – che tutti esprimano pubblicamente il proprio pensiero su questa intricata vicenda, motivandolo ed impegnandosi a riferire in tempo utile. Essendo per San Benedetto il primo procedimento di VIA, si vuole sapere se la Regione ha fatto ricorso a supporti esterni, come previsto dal comma 2 dell’articolo 5 della legge regionale del 14/04/2004. Sulla stampa abbiamo letto che il valore delle compensazioni economiche poste in essere dalla Gas Plus conseguenti all’intervento (trattasi di poche decine di migliaia di euro) non sarebbero tali da giustificare l’assunzione di alcun rischio”. I quartieri chiedono inoltre di essere informati sui tempi e le scadenze delle procedure di VIA in corso, “allo scopo di presentare in tempo utile eventuali opposizioni a cui i nostri politici e cittadini hanno l’obbligo morale di partecipare in maniera attiva”.

ORE 21:35 Gaspari prende la parola. Con lui il dirigente Luciano Calvarese, dirigente del Servizio Energia della Regione Marche. Assente l’ingegner Piccinini, per motivi di salute, responsabile della VIA. In attesa dell’arrivo del consigliere regionale Paolo Perazzoli, da Ancona. Gaspari apre esprimendo solidarietà a Gianluca Pasqualini per le accuse ricevute durante l’ultimo consiglio comunale.

“Qui non ci sono fazioni contrapposte – spiega Gaspari – Ma cittadini che si pongono in modo diverso rispetto alla problematica dello stoccaggio del gas”. “Dobbiamo capire – spiega Gaspari alla palestra ora abbastanza affollata, circa 200 presenti – Se ci sono interventi a tutela della salute dei cittadini, se invece dovesse esistere uno solo allora non possiamo essere d’accordo, perché il sindaco di qualunque comune italiano oltre che essere sindaco è il responsabile della salute”. Gaspari ricostruisce l’iter che ha portato alla indicazione di San Benedetto come sito di stoccaggio di gas. “Noi come amministrazione, anche grazie all’ordine del giorno, abbiamo chiesto all’Unicam di fare una verifica della Valutazione di Impatto Ambientale. E abbiamo aggiunto oltre la parte scientifica, perché non abbiamo nulla da temere né da nascondere, anche un comitato civico”.

“Noi non abbiamo bisogno di alzare un polverone per essere tutti d’accordo nel dire no, come accaduto a Falconara, dove tutti erano contrari ad essere contro rispetto al rigassificatore; poi è arrivato il parere favorevole, ed è arrivato il rigassificatore. Quindi vogliamo capire se esistono dati ai quali possiamo valutare. Questo è il percorso che stiamo facendo: può piacere o meno. L’Unicam ci consegnerà i suoi risultati entro il 20 di gennaio. Così avremo alcuni giorni per valutare. Questo deve fare un sindaco”. Una cittadina: “Sindaco, lei non ha usato mai la parola cittadini… non abbiamo potere di opporci?” Gaspari: “Noi abbiamo aperto una commissione”. Vi sono delle proteste dei cittadini della Val Menocchia, in merito alla Texon, che protestano contro alcune decisioni avallate da Calvarese della Regione Marche sulla Texon. A ruota altri cittadini protestono.

L’assemblea di fatto è ferma. Gaspari cerca di riportare la calma (ore 21:50): Questa è una assemblea organizzata dal Partito Democratico, quindi occorre comunque rispettare le regole di convivenza e confronto. Però gli animi sono caldi, un residente interrompe il sindaco: “Sono stanco dei politici politicanti, lei è solo”. Intervengono soprattutto anziani, la loro presenza è preponderante. Di meno i giovani. Ci sono anche momenti di forte tensione, addirittura in alcuni momenti si sfiora il contatto fisico tra alcuni cittadini. Presente in sala anche il sindaco di Monteprandone Stefano Stracci.

ALLE 22 inizia a parlare Calvarese Calvarese inizia a rispondere sulla questione Texon, poi successivamente un altro cittadino, dell’Agraria. Calvarese descrive la storia degli stoccaggi gas. Ancora molte critiche da parte dei cittadini che interrompono ripetutamente Calvarese.

ORE 22:05 Gaspari interviene di nuovo, purtroppo l’ambiente è davvero elettrico. Una signora grida: “Chi ci guadagna da questa cosa, i cittadini devono soltanto rimetterci sempre. Ci si doveva muovere prima” dice al sindaco. Praticamente Calvarese smette di parlare. Prende la parola Elio Core, presidente del quartiere Porto d’Ascoli Centro, che legge il documento dei comitati di quartiere che abbiamo scritto in precedenza: “San Benedetto è una città ridente, immersa tra mari, monti e colline, e vogliamo conservare la sua naturalezza”.

Continua: Questa palestra ha manifestato all’unanimità che il gas non lo vogliamo, ci rivolgiamo alle istituzioni e al Partito Democratico che ringrazio per aver organizzato l’incontro. Una donna: “Non vogliamo gli esperti, sappiamo come vanno le cose in Italia”. Un’altra cittadina: “In cosa consiste lo stoccaggio, se le istituzioni dicono di sì, cosa succede?” Calvarese risponde: mostra una slide dove mostra l’aumento delle importazioni di gas dal 1997 al 2008. Mentre “le produzioni nazionali stanno scendendo perché in via d’esaurimento”. Poi mostra l’andamento stagionale dei consumi e le “punte” stagionali. Di nuovo i cittadini inveiscono: “Il sindaco ha spiegato che le decisioni non le prende il Comune o la Regione, ma lo Stato e il Ministero dello Sviluppo Economico”. “Fino al 2001 lo Stato non sentiva le Regioni, adesso ci ascolta, anche se i pareri non sono vincolanti, purtroppo i pareri sono leggeri e le leggi pesano. Se gli impianti rispettano le normative…”

Ancora un anziano cittadino: “La giunta comunale ha detto sì o no?” Gaspari: “Poiché non siamo chiamati ad un processo decisionale, abbiamo dato un incarico ad una università. Io ho detto un’altra cosa, se solo un dubbio restasse, io sarò contrario. Se invece non ci fossero dubbi, vorrei sapere perché dire di no”. “Però l’unico che decide è il Ministero dello Sviluppo Economico. Io dico che se viene fuori che è dannoso dall’Università di Camerino, verrà fuori anche che è dannoso dalla Valutazione di Impatto Ambientale”. Riprende Calvarese: “L’importazione è costante nell’anno, mentre il consumo ha dei picchi annuali” (arriva il consigliere regionale del Pd Paolo Perazzoli, ore 22:30). “Per consentire agli italiani di riscaldarsi d’inverno servono gli stoccaggi”.

Calvarese mostra gli stoccaggi, il pubblico protesta perché si tratta di piccoli comuni, Calvarese: “Io sono abruzzese, uno è qui vicino, a Cellino Attanasio”. Un cittadino: “Quanti abitanti?” Calvaresi: “Non è importante quanti abitanti”. Ci sono continue interruzioni da parte del pubblico mentre Calvarese spiega cosa è lo stoccaggio. Continuano le proteste, altra gente è arrivata. Davvero difficile proseguire e capire cosa dice Calvarese. Una nuova domanda di un cittadino, un giovane di Porto d’Ascoli. Perazzoli: “Abbiamo fatto questo incontro per informare, non c’è fretta, rispondiamo con calma a tutti”.

Calvarese: “Non si sono mai registrati pericoli di incidenti per le alluvioni superficiali non crea alcun tipo di problema, perché le valvole si chiudono automaticamente in questi casi, quindi il gas non ha alcun tipo di problema perché viene bloccato”. Un’altra cittadina: “Il problema non è tanto lo stoccaggio, ma tutti i residui successivi che fine fanno”. Calvarese parla del cantiere temporaneo che “dura al massimo un anno” (i cittadini dicono “due anni!”). “Vengono perforati sei pozzi, in quel periodo c’è un impatto ambientale più alto, anche a livello di rumore”. Calvarese parla del sistema scelto da Gas Plus dopo le integrazioni chieste da Ministero dell’Ambiente e Regione Marche: “Le caldaie sono state tolte, non ci saranno emissioni perché il riscaldamento del gas avverrà con motori elettrici. Neanche emissioni di polveri”. Come abbiamo scritto, le emissioni atmosferiche vengono infatti notevolmente abbattute.

Tuttavia riprende la discussione da parte della cittadinanza. Molte interruzioni e diverse domande. L’avversione alla centrale sembra totale e condivisa.

22:56 Uno dei cittadini “No Texon” dice: “Ma se dentro casa una bombola del gas può far saltare la casa, figuriamoci cosa può accadere con una centrale del genere. Calvarese, a lei si sta allungando il naso”… Un cittadino spiega che “il gas viene raffreddato e portato allo stato liquido e scaldato”. Calvarese dice invece che “il gas resta gas, quando viene portato sopra ha uno sbalzo di pressione e si raffredda, e quindi va scaldato”.

ORE 23 PERAZZOLI “Abbiamo fatto questo incontro perché su queste cose ci sono state delle speculazioni politiche. E’ disonesto chiamare in causa Fukushima, e confondere un impianto di stoccaggio con un rigassificatore. La Regione Marche ha approvato con centinaia di persone che contestavano compresi i sindaci, un rigassificatore davanti ad Ancona. Qui il gas arriva o con i metanodotti o tramite navi, che lo immettono nei rigassificatori a mare e quindi lo trasformano in gas e immettono nei metadonotti. Ora siamo nella fase di VIA dove la Regione ha fatto le valutazioni ambientali, e poi al Ministero dell’Ambiente ci sarà la conferenza definitiva e si deciderà. Poi il Ministero dell’Economia dovrà fare una intesa tra governo e Regione per essere d’accordo su questo. Il Comune, anzi, i Comuni, possono far sentire le proprie voci, ma non hanno una forza come le regioni. Tutti vorremmo utilizzare il gas, ma vorremmo che queste cose fossero lontane. Ma la tecnologia più pulita che abbiamo è di utilizzare i depositi naturali, non di realizzarsene di nuovi. Questo movimento che si è creato ha permesso alla Gas Plus di cambiare il sistema di riscaldamento. Ovviamente da qualche parte questa energia va prodotta, non è proprio il massimo. Ma è meglio che avere una caldaia che brucia gasolio”. “Noi siamo in un paese che se non si dà una regolata è destinato a soccombere. Ormai ci sono i protagonisti del no a prescindere. C’è una norma comunitaria che dice che bisogna abbattere l’inquinamento atmosferico, quando le Regioni devono farlo e si blocca il traffico, le proteste sono per non limitare il traffico e tenersi l’inquinamento…” Continua Perazzoli che però viene interrotto. “Se il Comune deciderà per il no, d’accordo. Ma si decide a Roma. Io non sono contro pregiudizialmente a nessuna cosa. Si discute e quando è il momento io mi prendo le responsabilità. Proseguiamo, approfondiamo, chi pensa di sapere è perché non sa”.

Ci sono interventi dei cittadini: “Esistono stoccaggi di questo genere in Italia a poche centinaia di metri dal centro abitato?”

Altri interventi molto critici. Poi parla Pino Marucci, criticamente: “La Regione deve prendere una posizione, perché il suo parere lo so che non è vincolante, ma deve dare una sua valutazione su questa realtà. Bisogna prendere coscienza di queste contestazioni? Calvarese ci deve dire se in una località turistica si può mettere una centrale di stoccaggio? All’epoca ci muovemmo tutti insieme contro la Turbogas, tutta la città”. Perazzoli contesta le sue parole.

Una ragazza: “Cosa viene di buono a Porto d’Ascoli”?

Perazzoli: “Se non c’è la sicurezza totale, non se ne parla. Noi vogliamo la sicurezza totale”. Risponde poi a Marucci: “Quando si parlava di turbogas, parlavamo di un impianto a gasolio. Allo stesso modo non possiamo parlare di rigassificatore. La questione principale per me resta la sicurezza. La preoccupazione aumenta la vita, bene la precauzione ma invito tutti a non esagerare alcune preoccupazioni che già ci sono. C’è chi alimenta una campagna di terrorismo psicologico. Abbiamo ancora molti mesi prima di decidere”.

ORE 23:30 MARCOZZI (RIFONDAZIONE) Faccio parte di un gruppo che si è interessato di questa cosa fin dal 2010. La VIA è quasi chiusa. La questione è che al Comune di San Benedetto, Regione e Provincia il documento è stato dato il 4 agosto 2010 con 60 giorni per fare le osservazione. Dopo un anno e mezzo stiamo qui dicendo che forse una università ci dirà qualcosa. Lei Perazzoli ha detto che in Regione lavorava per il bene dei cittadini, così come l’assessore all’Ambiente Donati. Se voi informavate le persone in maniera serena, non ci sarebbero state assemblee di questo genere”.

Perazzoli: Ci siamo incontrati qui a gennaio proprio per un incontro previsto dalla procedura di VIA. Quindi abbiamo informato i cittadini. Poi entro gennaio si possono fare osservazioni.

STRACCI ore 23:30 Noi sindaci siamo preoccupati, perché se dobbiamo dare il nostro parere su una questione che non abbiamo deciso, non è facile. Però non siamo una controparte. Dobbiamo riconquistare un rapporto di fiducia. Questa sera serviva per fare informazione anche se l’ingegner Calvarese può fare una informazione naturalmente non completa. Sindaci e cittadini devono stare dalla stessa parte. Sicuramente ponendoci di fronte alla Regione e al Ministero con dati tecnici. Se diciamo che ci sono le polveri sottili, loro dimostrano che non ci sono, e vincono loro. Noi dobbiamo mettere al centro lo studio dell’Unicam. Se noi ci accorgiamo che l’impianto è pericoloso, sarò io a fare le barricate con voi. Se invece le questioni sono diverse? Sappiamo che lo stoccaggio è voluto dalla normativa nazionale, ma non sappiamo se Gas Plus farà di tutto per abbattere qualsiasi impatto.

Se noi riusciamo ad incalzare la ditta e quindi innalzare gli investimenti, forse faremo desistere persino Gas Plus dall’investire. Se mettiamo insieme questi dati forse riusciremmo a fare di meglio. Partiamo insieme, io stasera sono rimasto non dico deluso, ma un po’ dispiaciuto.

Io non sono la controparte. Io sto con i miei cittadini. Anche se non abbiamo potere decisionale, nella VIA noi abbiamo una dose appena consultiva.

Un cittadino: “Questa città campa di turismo. Se fra dieci anni si diffondono notizie circa un eventuale inquinamento, che succede. Esiste una assicurazione per la cittadinanza in questi casi?”.

Stracci: “Dobbiamo calcolare bene i rischi”.

Un cittadino dell’Agraria: “Perché dobbiamo sopportare tutto questo. Ci battiamo tanto per la Sentina, e poi ecco lo stoccaggio a cinquanta metri da casa”.

Palmiro Merli: “Abbiamo dato in questo quartiere. Il gas è finito. E’ vero, la natura è sempre più violentata. Ma veramente noi siamo sicuri che questo è sicuro? Lo sanno che a cinquanta metri c’è l’autostrada e a 200 metri le case? Se non ci rassicura, noi ci mettiamo le tende lì”. E le persone: “Ce le mettiamo anche se ci rassicura”.

Perazzoli: Mi impegno che almeno avremo i documenti della VIA e della Commissione, faremo altri incontri. Prima però dobbiamo avere certezze. Se invece non abbiamo elementi, perché dobbiamo opporci? Allora opponiamoci a tutto, energia, autostrade, torniamo a vivere come ai tempi antichi.

ORE 24 La serata sta finendo. Parla il sindaco Gaspari: “Siamo partiti con un’assemblea calda. Ma spero che sia arrivato un messaggio, qui ci sono le amministrazioni comunali, c’è la Regione Marche, e un tecnico che è parte in causa solo per le sue funzioni. Un iter è partito e alla fine avrà una conclusione. Qualcuno ha detto: vi siete mossi tardi, niente informazione, abbiamo perso tempo. Premesso che si può fare sempre meglio e di più, siamo nelle condizioni per esercitare tutte le nostre prerogative, abbiamo chiesto un rinvio per presentare le nostre osservazioni”.

Se non c’è sicurezza ci opporremo, e viene interrotto da qualche cittadino: “E chi ci dà la sicurezza?” Gaspari: “La risposta che posso dare devo dire, alla luce delle conoscenze attuali, è così”.

“Nessuno di noi è favorevole a prescindere. Non ci sarà da parte del sottoscritto la firma di nessuna deroga per niente, se si dovesse superare quel livello di rumore io non darei nessuna deroga. O si rimane dentro, o si va fuori. Facciamo come dice Stracci, cerchiamo di far spendere in investimenti più di quello che vale”.

“Il Ministero ci ha dato altri 60 giorni di tempo, e se al 20 gennaio chiederemo una ulteriore proroga sono sicuro che ci verrà data“. Io zento la responsabilità di questa decisione, la sento mia anche se la decisione non è mia, ma del Ministero, così come sento la responsabilità delle polveri sottili.  Ma un sindaco non ha la bacchetta magica.

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