ANCONA – Mazzata confermata e a questo punto si preannunciano spaccature profonde. Il Consiglio Regionale ha respinto gli emendamenti presentati dai consiglieri piceni Paolo Perazzoli e Valeriano Camela, che chiedevano un ritorno al primo testo del piano socio-sanitario presentato da Palazzo Raffaello il 25 ottobre scorso. Una domanda bocciata, che rende dunque valida e ufficiale la seconda versione, resa nota pochi giorni fa che, di fatto, mischia le carte in tavola. Come aveva denunciato giovedì mattina Giovanni Gaspari, affiancato dai sindaci di Grottammare, Cupra Marittima, Ripatransone e Montefiore, “dalla dichiarazione di realizzazione dell’Azienda Ospedaliera si è passati alla valutazione delle modalità istitutive”. Il primo cittadino sambenedettese aveva chiaramente parlato di “troppi fattori ipotetici inseriti nel documento”, che non facevano ben sperare. “Chiediamo quindi di tornare alla dicitura originale”.

Un desiderio che tuttavia non sarà accolto. Si è infatti verificato ciò che Luigi Merli aveva definito “un cambio di rotta clamoroso” che lascerà sicuramente strascichi polemici. Il futuro della sanità del sud delle Marche è dunque più incerto che mai e, col senno di poi, va giudicata letteralmente inutile la trasferta in Ancona che gli amministratori compirono per sollecitare Spacca ad avviare progetti per questa area.

Sulla semplice dichiarazione d’intenti in merito all’attuazione degli Ospedali Riuniti, ci si aspetta un’ennesima furente reazione dei sindaci. In particolare Gaspari, già ai ferri corti col Presidente su diversi temi. Dalle infrastrutture alla promozione turistica, passando per le autorizzazioni alle deroghe commerciali e, appunto, la sanità. I presupposti per un definitivo divorzio tutto interno al Pd ci sono tutti.

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