www.rivieraoggi.it/gas-plus

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La centrale di stoccaggio Gas Plus è soggetta alla normativa riguardante “il controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose”, la cosiddetta “Seveso Bis” disciplinata dal decreto legislativo 334 del 1999.

Gas Plus ha già risposto in merito ad una richiesta di integrazione del Ministero dell’Ambiente in merito a questo aspetto, con questa osservazione: “L’intervento è soggetto alla normativa d.lgs 334/99 quale industria a rischio di incidente rilevante dato che non rileva il fatto che il dispositivo verrà fatto su corpo geologico: si chiede pertanto al proponente di chiarire che le eventuali problematiche connesse con la sicurezza dell’impianto saranno verificate in tale sede”.

Gas Plus Storage risponde che eseguirà “i necessari studi contestualmente alla predisposizione della documentazione richiesta ai fini della procedura di rilascio del Nulla Osta di Fattibilità. Le verifiche saranno quindi analizzate nel “Rapporto preliminare di sicurezza” di cui all’articolo 9″.

Quali sono le procedure in base alle quali Gas Plus può ottenere il Nulla Osta? Lo spiega l’articolo 21, specialmente in questo punto: “Per i nuovi stabilimenti il Comitato avvia l’istruttoria all’atto del ricevimento del rapporto preliminare di sicurezza. Il Comitato, esaminato il rapporto preliminare di sicurezza, effettuati i sopralluoghi eventualmente ritenuti necessari, rilascia il nulla-osta di fattibilità, eventualmente condizionato ovvero, qualora l’esame del rapporto preliminare abbia rilevato, gravi carenze per quanto riguarda la sicurezza, formula la proposta di divieto di costruzione, entro quattro mesi dal ricevimento del rapporto preliminare di sicurezza, fatte salve le sospensioni necessarie all’acquisizione di informazioni supplementari, non superiori comunque a due mesi. A seguito del rilascio del nulla-osta di fattibilità il gestore trasmette al Comitato il rapporto definitivo di sicurezza relativo al progetto particolareggiato. Il Comitato, esaminato il rapporto definitivo di sicurezza, esprime il parere tecnico conclusivo entro quattro mesi dal ricevimento del rapporto di sicurezza, comprensivo dei necessari sopralluoghi ed ispezioni. Nell’atto che conclude l’istruttoria vengono indicate le valutazioni tecniche finali, le proposte di eventuali prescrizioni integrative e, qualora le misure che il gestore intende adottare per la prevenzione e la riduzione di incidenti rilevanti risultino nettamente inadeguate ovvero non siano state fornite le informazioni richieste, viene  previsto il divieto di inizio di attività”.

Si tratta, ovviamente, di uno degli ultimi passaggi precedenti l’avvio degli eventuali lavori, successivi al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale e alla successiva intesa.

Gas Plus scrive anche che sarà trasmessa a tutti gli enti competenti (articolo 6, c’è anche il Comune) la “notifica”, documento che, tra le altre cose, deve anche descrivere – e qui forse è uno degli aspetti maggiormente discussi – “l’ambiente mediatamente circostante lo stabilimento e, in particolare, gli elementi che potrebbero causare un incidente rilevante o aggravarne le conseguenze”.

In questa fase dunque i dubbi relativi all’area esondabile non solo dal fiume Tronto (tempo di ritorno 200 anni, quindi il 20% di possibilità di esondazione statistica nei 40 anni di esercizio) ma soprattutto dal vicinissimo Fosso Collettore, per il quale non esistono stime attendibili. Presto ce ne occuperemo.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 345 volte, 1 oggi)