SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una manovra che crea timori e che rende difficile la composizione del bilancio comunale. “Non vale solo per noi”, precisa un Gaspari “fortemente preoccupato” per le decisioni che da qui a breve saranno adottate dal governo presieduto da Mario Monti. “E’ una politica recessiva – dichiara il sindaco – i rischi sono elevati. Così facendo vengono a mancare gli strumenti per guardare al domani, sarebbe grave. Servono prospettive”. Ecco allora che è corsa contro il tempo per far sì che qualche punto venga modificato in extremis: “Sono in contatto con dei deputati che sono presenti in Commissione Bilancio. Spero che qualcosa cambi, la fotografia ad oggi è veramente pesante per noi”.

La preoccupazione del primo cittadino è legata soprattutto agli introiti derivanti dalle seconde case e seconde case sfitte, che rimarrebbero in gran parte nelle casse dello Stato e che comporterebbero una perdita di 3,4 milioni di euro. Un dramma vero e proprio in un momento di grave crisi economica che va a penalizzare in primis le località di mare: “Auspico che avvengano correzioni, il problema riguarda prevalentemente le città turistiche, dove queste situazioni sono più frequenti”.

Diverso il discorso sulla prima abitazione, ambito nel quale è esclusivamente il Comune ad arricchirsi, ma solo in parte. Si sta infatti cercando di portare un cambiamento al testo sul punto che concerne la franchigia Ici, al momento prevista con un tetto di 300 euro. Sintetizzando, chi nel suo personale calcolo relativo al pagamento non supererà la quota sopra stabilita, sarà esentato dallo stesso. “Il rischio – aggiunge Gaspari – è che si alzi il tutto a 400 euro. La fotografia al 2012 è che sulla prima casa si porti a casa, come amministrazione comunale, zero. Ciò mi farebbe felice come cittadino, tuttavia mi inquieterebbe come sindaco”.

Le conseguenze, amare, potrebbero venire proiettate sui servizi cittadini: “Se il decreto venisse approvato così com’è i Comuni non saprebbero come far quadrare i conti. Nel nostro caso, oltre ai 3,4 milioni si aggiungono i 2,4 milioni previsti dal taglio della manovra Berlusconi. Per la prima volta porto il Bilancio in Consiglio non entro il 31 dicembre. C’è una ragione oggettiva, non sappiamo come chiuderlo, questa è la verità”.

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