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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La costruzione di una centrale di stoccaggio del gas ha tra gli impatti ambientali il rilascio di gas metano nell’ambiente a causa di “emissioni fuggitive“, ovvero le “perdite” di metano che si hanno nelle pompe, compressori, valvole, durante le fasi di estrazione, lavorazione, immissione nel metanodotto Snam.

Interessante è notare, su questo aspetto, come tra la “Stima degli Impatti” presentata inizialmente da Gas Plus nel luglio 2010, in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale, e la successiva integrazione alle richieste del Ministero dell’Ambiente e della Regione Marche (“Si chiede di indicare se previste le misure di compensazione richieste per tale emissione“), il livello di emissioni fuggitive si sia notevolmente ridotto, per circa il 95%.

Tuttavia val la pena rilevare come questa grande differenza sia addebitabile non tanto ad una differenza delle strumentazioni tecniche, quanto al metodo di stima. Inizialmente la metodologia proposta da US-EPA (Environmental Protection Agency), Protocol for Equipment Leak Emission Estimates“. Già in quella occasione Gas Plus tuttavia scrisse che “precedenti studi indicano, tuttavia, che le emissioni valutate con i fattori medi possono sovrastimare notevolmente quelle trovate durante le prove del campo”.

Al che Gas Plus ha valutato le emissioni attraverso la Norma CEI 31-35 “Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas, vapori e nebbie infiammabili”.

Le differenze sono notevolissime e al vaglio della Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero. Gas Plus, proprio in virtù di queste nuove stime, ha scritto che “il valore è tale da non giustificare, in fase di progettazione, l’adozione di misure di compensazione”.

Le riportiamo di seguito.
US-EPA Gas Plus stima le emissioni fuggitive in 10,54 chilogrammi all’ora, equivalente a 14,70 metri cubi l’ora. Le emissioni fuggitive secondo Gas Plus possono essere stimate in 8300 ore annue (praticamente 346 giorni), quindi si arriva ad una somma di 87 tonnellate di metano immesse nell’atmosfera, nell’area della centrale (circa 26 mila metri quadrati), ovvero 121.372 metri cubi di gas all’anno.

Dai dati dell’Agenzia per l’Energia Elettrica e il Gas il consumo medio complessivo di una famiglia italiana è di 1.100 metri cubi di gas annui, quindi il dato equivale  a circa 110 famiglie che disperdono metano nell’ambiente. Oppure, considerando un fornello da gas, che consuma circa 0,35 metri cubi di gas all’ora, lo stoccaggio Gas Plus causerà una immissione nell’aria di metano pari a 42 fornelli accesi notte e giorno. Un impatto probabilmente non trascurabile, che comunque poi Gas Plus giudica “sovrastimato”.

NORMA CEI 31-35 Le emissioni fuggitive in questo caso sono di 3,78 tonnellate annue, di cui 3,75 tonnellate di metano. Per riproporre le stesse equivalenze, sono grossomodo 2. Una bella differenza.

L’attuale situazione nella zona dove andrebbe costruita la centrale di stoccaggio, in base ai campionamenti effettuati da Gas Plus dal 16 al 22 gennaio 2010, hanno dato una concentrazione media di metano di circa 1100 microgrammi orari.

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