ASCOLI PICENO –  Nella mattinata di martedì 13 dicembre la Squadra Mobile di Chieti nell’ambito dell’operazione denominata Stellò, ha eseguito sette provvedimenti cautelari dei quali cinque arresti domiciliari e due obblighi di dimora, emessi dal Gip del tribunale di Chieti, nei confronti di un sodalizio criminale, composto da italiani e stranieri, dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti nelle zone di Francavilla a Mare e Ortona, entrambe in provincia di Chieti, reati commessi dal novembre 2010 al maggio 2011.

La Squadra Mobile di Ascoli Piceno, così come quella di Pescara, ha collaborato nell’operazione suddetta, eseguendo, unitamente a personale del Commissariato di San Benedetto del Tronto, tre decreti di perquisizione domiciliare a carico di altrettanti cittadini albanesi collegati al gruppo criminale, residenti a Grottammare e a San Benedetto del Tronto.

Due dei soggetti indagati non sono stati rintracciati e sono tuttora irreperibili, mentre presso l’abitazione del cittadino albanese Renato Veliu, nato in Albania, domiciliato in via Lame 35 a Grottammare, veniva rinvenuta della droga, della specie cocaina, per un peso complessivo di 320 grammi circa. Il soggetto veniva tratto in arresto per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

I tre cittadini albanesi dimoranti nella zona di San Benedetto del Tronto erano collegati ad altro loro connazionale, gravitante nella zona di Francavilla al Mare, Shpetim Cerpja, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari, in quanto fornitore di droga, con l’ausilio dei sopradetti albanesi, per altro soggetto italiano, Fabio Palermo, quarantaduenne imprenditore di Ortona, indagato principale del procedimento e destinatario anch’egli della misura degli arresti domiciliari.

L’operazione “Stellò” è stata condotta dalla Squadra Mobile di Chieti, con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, ed è durata complessivamente sette mesi. Il P.M. della Procura di Chieti, titolare delle indagini, aveva richiesti i provvedimenti cautelari pure per i tre albanesi dimoranti nell’ascolano, ma non erano stati concessi dal locale Gip

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