MARTINSICURO – Dopo la fiaccolata di venerdì organizzata a Martinsicuro dai cittadini per reclamare più sicurezza, una prima risposta è arrivata dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, ma non è certamente quella che la cittadinanza si aspettava. E’ stata infatti tolta la sorveglianza notturna all’abitazione del giudice Tommolini (vittima di un attentato incendiario alla sua auto due settimane fa). L’auto della Polizia che stazionava 24 ore su 24 davanti alla sua abitazione non è ritenuta più necessaria in quanto gli autori dell’atto (rivolto nella stessa notte anche all’auto del maresciallo Spartaco De Cicco), sarebbero da ricondursi ad un tipo di delinquenza locale e non quindi alla criminalità organizzata, come inizialmente ipotizzato.  Al giudice resta l’auto blindata e la scorta diurna negli spostamenti da casa verso il posto di lavoro al Tribunale di Teramo.

Le indagini ancora in corso portate avanti dalla Procura di Campobasso (la cui competenza è subentrata per via del coinvolgimento di un magistrato della Procura teramana) sembrano dunque portare verso una criminalità locale che potrebbe essere riconducibile anche ai precedenti roghi appiccati nei mesi scorsi all’auto del presidente della Pro Loco e al bar dell’assessore Tuccini. In queste settimane si prosegue nell’attività investigativa per cercare di risalire agli autori degli incendi, ascoltando testimoni e passando al setaccio le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza collocate nei pressi dell’abitazione del magistrato .

Dopo la fiaccolata di venerdì scorso e l’appello di tutte le forze politiche agli organi preposti per un potenziamento delle forze dell’ordine sul territorio, il sindaco Di Salvatore è intenzionato a proseguire sulla strada delle sollecitazioni, affinchè vengano presi provvedimenti in tal senso. “Se non è possibile avere un posto fisso di Polizia per mancanza di risorse – ha affermato – ci batteremo affinchè ci sia una redistribuzione delle unità già presenti sul territorio, con spostamenti dall’entroterra verso la costa”. Di Salvatore, che ha minacciato anche le dimissioni in assenza di risultati concreti a stretto giro di tempo, è disposto a fare un ulteriore tentativo chiedendo un incontro con il Ministero. In settimana è prevista una nuova riunione del Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica, in cui si dovrebbe nuovamente discutere della situazione a Martinsicuro. “Aspettiamo ancora qualche giorno – ha concluso Di Salvatore – dopodiché ci muoveremo per altre strade”.

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