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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Calda, caldissima, praticamente incandescente. Più che un incontro, quella tra amministrazione comunale e Comitati di Quartiere è stata una guerra di parole, a tratti forti. Al centro della questione, ovviamente, la famigerata centrale di stoccaggio del gas, che preoccupa tutti, compreso il sindaco. “I timori ci sono – ha affermato Gaspari – per questo abbiamo formalizzato l’incarico all’Università di Camerino che fornirà dei dati che si alterneranno a quelli già forniti dalla Gas Plus. Ribadisco che se emergesse un solo dubbio sarei il primo ad oppormi. Tuttavia servono dei riscontri oggettivi, non si deve far leva sulla paura”.

Il primo cittadino ha inoltre annunciato la nascita di una commissione parallela, che lavori come supporto a fugare ogni perplessità. Ne faranno parte i capigruppo del consiglio comunale, gli esponenti dei partiti non presenti in assise, due rappresentanti dei quartieri sambenedettesi, alcune associazioni ambientaliste, il geologo Giuseppe Cappelli e gli ingegneri Giustino Zazzetta e Gianni Agostini.

Ciò non è bastato a evitare critiche e accuse feroci: “La Conferenza dei Presidenti dei Comitati esprime unanime dissenso verso la condotta tenuta dalle forze politiche ed istituzionali, riguardo alla carenza di informazioni alla cittadinanza. Si ritiene che si siano lasciati trascorrere inutilmente sedici mesi senza produrre alcuna azione ufficiale volta ad approfondire o a proporre opposizione nelle sedi competenti”.

Un tono ritenuto “non conciliante” dallo stesso Gaspari, parso a dir poco irritato: “Non accetto offese, voglio sapere a chi è indirizzata questa lettera. A me? Al Ministero dell’Economia? Alla Regione? Se si parte con gli insulti il dialogo inizia male”.

Lasciato il ring anzitempo (“non sono uno sparring partner”, ha concluso), il sindaco ha mollato la patata bollente agli assessori Canducci e Spadoni. Animi rasserenati? Macchè. “Non dovete convincermi, io sono già convinto”, ha tuonato il verde a chi gli elencava gli incidenti avvenuti negli anni scorsi in impianti simili. Ma l’apice si è raggiunto quando Stefano Pignotti del quartiere Ponterotto (e militante del Movimento Cinque Stelle) ha paventato interessi e pressioni subite dal Comune: “Non glielo permetto. Certe dichiarazioni le fa al bar, non nelle assemblee pubbliche”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il vendoliano, con delega alla Partecipazione: “Noi non siamo la controparte, se avessimo avuto qualcosa da nascondere non avremmo chiamato in causa l’Università. Noi siamo i primi a non volere la centrale. Ci accusate di aver taciuto sulla vicenda, ma mica si comincerà a trivellare domani”.

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