ALBA ADRIATICA – Una cinese finisce in coma dopo essere ricorsa alle cure di un falso medico presso uno studio ad Alba Adriatica.

L’asiatica, X.H., 55 anni residente ad Ancarano, è stata trasportata dai familiari questa notte verso l’una al pronto soccorso dell’ospedale di Sant’Omero. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime, tanto che è stata ricoverata in rianimazione in prognosi riservata. I medici hanno notato che la donna aveva sulle braccia dei segni riconducibili ad iniezioni ed hanno chiesto ai familiari se avesse assunto farmaci o altre sostanze. Dal racconto fornito è emerso che la cinese si era sentita male nel pomeriggio ed era stata accompagnata nello studio medico di un connazionale in via Delfico ad Alba Adriatica. Qui le è stata somministrata una flebo, al termine della quale però le sue condizioni si sono aggravate fino al coma diabetico, ragion per cui è stata accompagnata d’urgenza all’ospedale Val Vibrata. I sanitari hanno avvertito i Carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata (diretti dal maresciallo Mario De Nicola) che, su coordinamento del capitano Pompeo Quagliozzi del Comando di Alba Adriatica, hanno fatto irruzione nello studio medico, dove sono stati trovati moltissimi medicinali di provenienza cinese, alcuni farmaci italiani (principalmente antibiotici), dei bisturi e due lettini utilizzati per curare i pazienti o per ricoveri in “day ospital”.

A fornire le cure nello studio S.W., cinese di 46 anni senza alcun titolo utile per l’esercizio della professione medica, e un’assistente connazionale, S.L., di 43 anni, anch’essa senza qualifiche professionali. I due sono stati denunciati per concorso in esercizio abusivo della professione e lesioni personali dolose.  Lo studio medico su disposizione del sostituto procuratore Davide Rosati è stato posto sotto sequestro, mentre i medicinali cinesi sequestrati saranno esaminati dai Nas di Pescara per accertarne la composizione. Le indagini ora sono volte a stabilire se nell’ambulatorio venissero effettuati anche interventi ai pazienti o aborti clandestini, e a verificare se sul territorio tra Abruzzo e Marche siano presenti altri studi medici abusivi gestiti da cinesi.

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