ROMA – Monti, conferenza stampa, testo in diretta.
Abbiamo tagliato anche i costi della politica da subito, ma il vero costo è che chi governa punta più ad orizzonti brevi che a quelli lunghi, pensando ai figli e ai nipoti. Quella politica spesso ha prevalso, ed è a causa di quella politica che i giovani italiani ora faticano a trovare lavoro, squilibri tra nord e sud, debito pubblico, che non è colpa degli europei, ma colpa degli italiani che non hanno pensato al futuro.
Abbiamo preso misure significative contro l’evasione fiscale, vedrete che i nostri provvedimenti sono incisivi a questo riguardo, e abbiamo sottoposto anche noi stessi ad una disciplina significativa. La pluralità dei sacrifici che chiediamo vogliamo siano visti in una prospettiva di un risveglio dell’economia italiana, noi abbiamo guardato a molti settori, non ancora al mercato del lavoro e gli ammortizzatori sociali, ma sarà un patto significativo verso il merito, contro le rendite, e a favore di una maggiore concorrenza.
Ci sono provvedimenti specifici che pur nelle ristrettezze finanziarie favoriscono donne, giovani, e il Mezzogiorno. Tutto questo dà l’idea che per certi aspetti abbiamo da tirare la cinghia, per altri dobbiamo far ripartire l’economia.
Usciamo da una fase politica nella quale il motivo sembrava la contrapposizione tra le forze politiche, noi intendiamo invece risanare l’economia italiana e dare peso all’Italia.

Noi siamo in carica da 17 giorni ma ci siamo già concentrati sulle preoccupazioni dei concittadini, e abbiamo preso provvedimenti che riguardano prima di tutto il governo e il settore pubblico. Per il governo abbiamo adattato una funzione di trasparenza e abbiamo deciso di ispirare le nostre dichiarazioni patrimoniali a dichiarare per intero i patrimoni.

Abbiamo anche stabilito un decreto legge in cui abbiamo deliberato che l’organizzazione delle provincie venga modificata, non abbiamo il potere di modificare le provincie: i consigli provinciali avranno 10 componenti; abbiamo anche diminuito i componenti delle assemblee regionali.
Abbiamo stabilito che il presidente del consiglio e i parlamentari non godino dell’intera retribuzione. Anche io ho rinunciato al compenso da presidente del consiglio dei ministri e ministro dell’economia.
Abbiamo dato luogo ad una serie di iniziative sulla politica che vi faremo conoscere, è importante che sappiano, i cittadini, che noi siamo affianco a loro.

Ecco le nostre proposte, “disposizioni urgenti per equità, crescita e consolidamento debito pubblico”.

Prevediamo sacrifici ma anche aiuti per le imprese, per il costo del lavoro e per chi investe, e vogliamo anche aiutare la famiglia. Ciò che troverete in termini di aumento della concorrenza, perfettamente in linea con le richieste dell’Unione Europea sono misure che faranno fare all’Italia un notevole passo avanti.

Lotta all’evasione: escludiamo condoni, avviamo la definizione di meccanismi sistematici che allarghino la base imponibile nei settori di imprese individuali, artigiane, piccole imprese, per i quali la fiscalità non sarà punitiva ma concordata. Dobbiamo riprendere a crescere.

Con gli strumenti immediati, il pacchetto di misure intende “salvare l’Italia”, e non un settore particolare. Abbiamo esteso i provvedimenti anche alla ricchezza finanziaria espandendo l’imposta di bollo (1,5%) anche su titoli e possedimenti finanziari, cosa che dovremmo estendere anche a livello europeo. Non demonizziamo le istituzioni finanziarie, ma occorre cercare un migliore equilibrio. L’Italia è favorevole alla Tobin Tax, come Francia e Germania già sostengono. Fino ad ora l’Italia era contraria, ora siamo favorevoli.

Sempre avendo a cuore obiettivi di equità sociale, abbiamo stabilito un intervento una tantum, 1,5%, rispetto ai capitali fatti rientrare in Italia con lo scudo fiscale.

Abbiamo avviato un sistematico lavoro di selezione delle spese nella pubblica amministrazione. Troverete l’abolizione di diversi enti e programmi.

Il cuore della nostra misura è il riequilibrio fiscale, la riforma previdenziale e misure per lo sviluppo economico. Abbiamo considerato il fattore equità per ciascuno di questi tre assi. In questa fase così breve non abbiamo potuto fare misure di concertazione, dobbiamo comunque distinguere campi che sono potere di governo e parlamento ed altri dove il negoziato con le parti sociali è essenziale, come per il Lavoro.

MINISTRO DEL WELFARE FORNERO Credo che questa riforma previdenziale sia o possa segnare la fine di un periodo nel quale le pensioni sono state viste come un trasferimento dello Stato, spesso in maniera un po’ arbitraria e con privilegi, ad un periodo in cui tutti devono capire che il principale meccanismo per fare pensioni è il lavoro. La riforma del mercato del lavoro verrà poi, questa viene prima per una questione finanziaria, ma gli ammortizzatori sociali sarà parte integrante di questo pacchetto. Dunque abbiamo bisogno di criteri di equità tra e dentro le generazioni, dobbiamo evitare di promettere a qualcuno oggi trasferendo l’onere di questa promessa alle generazioni future.

Abbiamo passato al setaccio il sistema pensionistico nel suo complesso per individuare posizioni in modo da abolire privilegi. Per questo abbiamo deciso di calcolare per tutti allo stesso modo la pensione derivante dal lavoro, ed è il metodo contributivo. Nessun euro di contributo deve essere perso, quindi lotta al lavoro nero. Poi gli euro versati dai giovani valgono di più perchè stanno più tempo. L’altro principio sarà la reversibilità del pensionamento: lo Stato non ci dice quando comprare casa o avere figli, ma ci dice quando lasciare il lavoro. Noi dobbiamo lasciare la possibilità di andare in pensione liberamente, dopo una età minima che non potrà essere troppo bassa perché l’Europa non ce lo permetterà. Quindi l’età minima è 62 anni, con flessibilità fino a 70 anni. Non ci sono più finestre né quote, questo è un bizantinismo che abbiamo eliminato.

L’età minima degli uomini è 66. Le donne innescano un processo di adeguamento all’età maschile, che termina al 2018, e nel 2018 l’età minima anche per le donne sarà 66, coerentemente con il precedente governo che aveva stabilito 27 anni fino al 2026.

Principio della convergenza: tutte le aliquote convergeranno verso i lavoratori dipendenti. Sappiamo anche che ci sono i giovani con le partite Iva, non abbiamo potuto fare molto, ma abbiamo esteso un minimo di tutela per i congedi di maternità e paternità.

Abbiamo chiesto un contributo di solidarietà per le pensioni più ricche. Per quanto riguarda le pensioni di anzianità abbiamo deciso di lasciare l’anzianità per le donne a 40+1, che c’è già, più un mese. Per gli uomini l’anzianità si acquisisce con 42 e un mese a partire dal 2012. Sarà possibile andare in pensione anche prima dell’età minima stabilita per le donne, ma si dovrà pagare una piccola penale. Abbiamo cercato di fare tutto questo ma in maniera non rituale, abbiamo avuto a cuore l’equità.

Senza il rafforzamento del lavoro anche questa riforma previdenziale ci sarà un impoverimento collettivo, cosa che vogliamo evitare.

I vincoli finanziari oggi sono severissimi. Nessuna riforma pensionistica dà subito risparmi, perché il sistema pensionistico è lungo, tra le generazioni (si commuove e piange).

Interviene Monti: abbiamo dovuto stabilire la deindicizzazione delle pensioni, tuttavia salvaguardando le pensioni minime, per le quali abbiamo potuto provvedere al 100% della copertura dell’inflazione, e cosa che forse il ministro non ha idealizzato, grazie ai proventi che derivano da bollo e scudo fiscale possiamo dare piena copertura dall’inflazione anche per le pensioni che stanno tra la minima, 480 euro, e la doppia della minima, quindi 960, all’inizio pensavamo di riuscire a coprire per la metà.

Le forze politiche ci hanno dato credito.

Per noi la sostenibilità di lungo periodo del sistema previdenziale ha la stessa importanza che il sistema Italia avrà per la competitività. Questo richiede un forte impegno del governo per l’economie reale.

PASSERA Stiamo lavorando su rigore ed equità per la crescita. Questi obiettivi hanno un obiettivo principale nella creazione di lavoro. I sacrifici di oggi sono pilastri sui quali costruire lavoro nei prossimi mesi e anni. Oggi abbiamo deliberato interventi che hanno effetto congiunturale che creano strutturalmente forza. Tre settori di intervento: forza delle imprese, competitività delle infrastrutture e sistema paese. E’ la prima volta che ministri in così pochi giorni mettono insieme così tante azioni coordinate.

Competitività delle imprese Col tempo produrremo articolati e azioni. Ci si è sembrato che a monte di tutti i problemi sia la dimensione, quindi siamo intervenuti per favorire imprese che immettono capitali nelle aziende per crescere e capitalizzarsi (a.c.e.). Tutto finalizzato a creare posti di lavoro. La nostra fiscalità, con l’Irap, invece puniva, noi defiscalizziamo l’impatto dell’Irap sulle aziende. La risorsa più a rischio nelle aziende è sicuramente il credito, soprattutto per le Pmi: così rafforzeremo il fondo centrale di garanzia, per assicurare almeno 20 miliardi di credito alle Pmi. Molto dipenderà dalla loro possibilità di andare all’estero, e quindi ricreeremo l’Ice e tutte le attività che lo stato mette a disposizione degli imprenditori, poi coordineremo e aiuteremo le aziende. interventi sull’energia: supporto per investimenti nelle abitazioni, abbiamo aspetto un filone che continuerà a produrre semplificazione nelle imprese e amministrazioni locali. Avremo tavoli di concertazione per il lavoro e produttività. Questo è il primo pilastro, competitività e imprese. Interveniamo in specifici campi del commercio, come ad esempio le farmacie. Apriremo cantieri e progetti per decine e decine di miliardi.

Viceministro Grilli Do le cifre di questa manovra che rispecchiano in toto le richieste della commissione europea. Divise in due parti, la prima la messa in sicurezza delle manovre precedenti e quelle del precedente governo, le clausole di salvaguardia in merito ai risparmi previsti per misure assistenziali, ovvero 4 mld nel 2012, 12 nel 2013. Quindi noi cerchiamo risparmi di circa 20 miliardi di euro per il prossimo triennio, che noi cerchiamo siano strutturali e non una tantum. La prima grande categoria dove interveniamo, la prima è rappresentata dalle pensioni, la seconda grande categoria è il concorso alla manovra degli enti locali, la terza categoria sono le maggiori entrate (una parte la tassazione del patrimonio degli italiani, l’altra invece ha a che fare col reddito). La componente maggiore sarà sul patrimonio degli italiani per alleggerire i fattori diretti della produzione, quindi sulle abitazioni, ma anche sulla ricchezza finanziaria sui bolli, coinvolgendo un extra-contributo le ricchezze scudate e altre manifestazioni di ricchezza introducendo imposizioni sulle barche sopra i 10 metri, aerei privati e auto di lusso, intervento già presente nel precedente governo abbassando però il livello. Tutto ciò fa circa 30 miliardi di manovra, e gli impieghi avvengono sopratutto nel sostegno dell’economia, come descritto da Passera.

Ministro GiardaL’Iva aumenterà dal secondo semestre del 2012, il gettito dell’Irap che affluisce nel bilancio delle Regioni sarà minore e sarà ovviato con maggiori trasferimenti stradali, devo rettificare le opinioni che hanno dato luogo a titoli dei giornali molto diffusi in merito all’Irpef, dove non avremo invece interventi, per altro compensati dal tentativo di far partecipare le persone fisiche alla spesa sanitaria, ovvero proseguito nell’opera di trasferimento della capacità impositiva alle Regioni, che viene aumentata nell’addizionale, con diminuzione dei trasferimenti statali. Abbiamo aumentato il prelievo fiscale sulla casa, una parte rilevante resta di proprietà dei comuni, un’altra viene presa dallo Stato per avviare la tassazione dei patrimoni in capo al governo centrale. Qui c’è l’avvio del processo che sta portando gradualmente gli enti locali al coinvolgimento finanziario con lo Stato. Rimarranno in vita gli interventi a favore dei comuni che operano in aree svantaggiate.

Sul trasporto pubblico locale, abbiamo ereditato provvedimenti del governo precedente, siamo dovuti intervenire in maniera significativa per aiutare il trasporto pubblico, dovendo chiedere una razionalizzazione del settore a regioni e comuni. Abbiamo messo in piedi risorse ma ottenuto l’impegno per rimediare a queste situazioni di disagio finanziario.

Riguardo la misura del taglio della “misura di salvaguardia”, avendo aumentato l’Iva, ci siamo promessi di fare il possibile per rimediare attraverso strumenti di lotta all’evasione fiscale, di acquisire fondi a favore della famiglia. Dei 4 mld di euro che recuperiamo con l’Iva vogliamo fare interventi a favore delle famiglie, famiglie giovani e delle donne.

MONTI La mia non è una manovra tutta tasse, ci sono delle tasse e sappiamo che in Italia è facile imporle, ma quello che abbiamo fatto in termini di carico pensionistico va in una direzione corretta e non ci sono nuove tasse, quello che stiamo facendo per il ridimensionamento degli organi della pubblica amministrazione e pesantezza organi collegiali va nella riduzione della spesa, e altre ancora che vedrete. Ciò che conta è la natura delle spese e delle tasse e la loro distribuzione, e non vi sarà sfuggito lo sforzo particolare e innovativo perchè quelle tasse in più non gravino sui soliti noti, cosa che avremmo fatto aumentando l’Irpef. L’abbiamo evitato, era facile. Abbiamo fatto una portata redistributiva molto forte. Noi cerchiamo di rendere la vita degli outsiders un po’ più facile e ridotto i privilegi ha chi è dentro il recinto.

GRILLI Quante tasse e quanti tagli di spese? 12-13 miliardi di riduzione spesa, il resto, fino a trenta, aumento entrate. La tassa sui patrimoni e ricchezza è più di 2/3 del totale.

GIARDA Cosa sarebbe successo se non avessimo fatto questa manovra per la reputazione del nostro paese e la spesa per interessi negli anni a venire? Dobbiamo tutti valutare le conseguenze per il nostro Paese. Si può fare di meglio, certo, e se avessimo avuto più tempo avremmo potuto adottare misure sulla spesa e gli interventi del governo precedente sulle pratiche dei tagli lineare, se avessimo avuto un paio di mesi. Di questo dobbiamo essere convinti tutti, come Monti ci ricorda, in pochi giorni abbiamo fatto il meglio.

MONTI Sui costi della politica vorrei invitarvi a considerare che se anche il nostro governo ha durata limitata nel tempo, non è detto che noi ci fermiamo qui. Siamo ben determinati ad andare oltre nelle nostre azioni, così ad esempio nel Lavoro e Welfare. Per quanto riguarda i costi della politica si può fare di più. Nel decreto abbiamo messo azioni e non intenzioni. Abbiamo deciso di avviare un iter, un processo affinché tutti possano fare segnalazioni e proposte da studiare. Cosa mi aspetto in Parlamento? Ho fatto delle considerazioni sulla politica, ma sento il bisogno di dire che siamo grati alle forze sociali per l’apporto che ci hanno dato, alle Regione, Province e Comuni e soprattutto alle forze politiche. Siamo in situazione molto particolare, abbiamo l’appoggio delle forze politiche che ci hanno dato maggioranza parlamentare, anche se alcune forze chiedono continuità, altre discontinuità. Questo non è imbarazzante, noi abbiamo cercato di costruire qualcosa che nel bipolarismo esasperato non era possibile, ovvero carichi bilanciati, naturalmente progressivi, e guardando al futuro. E’ una esperienza nuova per me ma anche nel sistema politico e anche nel sistema dell’informazione, a noi piace essere cavie da questo punto di vista. Faccio affidamento al senso di responsabilità delle forze politiche. Dobbiamo meritare e avere la loro fiducia.

Non ho dato le mie coordinate bancarie al Senato e a Palazzo Chigi, perché la mia è una decisione personale di non ricevere compensi, ho chiesto e ottenuto dai miei ministri di fare dichiarazioni patrimoniali complete. Non vedrei comunque nulla di immorale per il fatto che chi è al governo venga remunerato per il suo lavoro.

Monti legge: “I ministri cessano da qualsiasi aggiornamento contributivo ad eccezione della parte previdenziale”.

Per quanto riguarda l’iter parlamentare, ancora non abbiamo riflettuto, io mi recherò alle 16 alla Camera e alle 18 al Senato per presentare il mio provvedimento, non escludo né confermo alcuna ipotesi, neppure di porre la fiducia. In questa occasione non vi è stato neppure il tempo di fare una concertazione, anche se nelle consultazioni del governo abbiamo sentito anche le organizzazioni sociali, oggi riconsultate.

Per quanto riguarda le liberalizzazioni delle professioni, avremo tempo di parlarne, a me piace la concertazione fatte in trasparenza, pubblicando tutti gli atti su internet.

Tracciabilità, parla Grilli: introdotta dai mille euro in su, questo provvedimento poterà ad un aumento delle transazioni elettroniche quindi la nostra intenzione è di rivedere le commissioni per il cittadino sui pagamenti elettronici.

FORNERO Il miglior strumento per abolire i privilegi è correlare la prestazione ai contributi versati. Prima davamo di più a chi era più ricco, con questo metodo diamo a tutti uguale, facendo eccezione per le categorie svantaggiate. Non si cambia per il passato ma per il futuro. Alcuni regimi piccoli avevano una differenza tra quanto versato e quanto ricevuto: eliminato. Poi ci sono contributi di solidarietà. Ad esempio fondo volo, fondi elettrici: lì abbiamo chiesto, dato che la differenza tra il dato e il ricevuto c’è, abbiamo chiesto un contributo.

Sono contenta da quanto annunciato da presidente del Senato e della Camera, di avviare anche per i parlamentari dal 1° gennaio 2012 un metodo contributivo pro rata. Questa disponibilità l’ho apprezzata. Per quanto riguarda le casse dei liberi professionisti, che sono autonome, noi possiamo richiedere misure non fittizie di messa in sicurezza dei conti, da fare entro un certo periodo di tempo, altrimenti si passa al metodo contributivo.

MONTI Io in politica? Se riuscirò a fare quello che mi sono ripromesso, credo ne avrò abbastanza.

Troppa dipendenza da Francia e Germania. Credo di no: non dirò mai agli italiani “vi chiedo di fare questa cosa perché ce lo chiede l’Europa”. Se la richiesta dell’Europa non è conforme allo spirito e lettera dell’ordinamento europeo, non accetterò la richiesta, se invece fosse, sarebbe quindi nel nome di un trattato nel quale noi italiani abbiamo contribuito.

Ho sofferto quanto avvenuto questa estate, erano cose che ci chiedevano e costavano sacrifici, ma nell’interesse del paese. Tassa sui grandi patrimoni? Occorre lavorare al meglio per questo.

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