MARTINSICURO – Le Istituzioni sono presenti sul territorio, ma anche il Comune e i cittadini devono fare la loro parte per aumentare il livello di sicurezza a Martinsicuro. E’ quanto emerso nell’incontro di mercoledì mattina tra i capigruppo e il prefetto Eugenio Soldà. A portare le istanze di una città vessata da episodi criminosi e la richiesta di più forze dell’ordine sul territorio sono stati il consigliere Massimo Vagnoni, gli assessori Marcello Monti e Alberto Tuccini, i consiglieri di minoranza Mauro Paci del Pd e Paolo Camaioni di Città Attiva.

Dal confronto è emerso che a Martinsicuro, in base ai dati in possesso della Prefettura, i reati nel 2011 sono diminuiti del 10% rispetto all’anno precedente. A questo va ad aggiungersi l’aumento degli uomini in organico nella locale caserma, che sono passati dal 2007 ad oggi da 14 a 17 unità. Quindi, al momento, non ci sarebbero i presupposti per un potenziamento delle Forze dell’Ordine sul territorio, nonostante l’entità degli episodi registrati negli ultimi mesi, come ingenti furti, rapine e attentati incendiari ai danni di cittadini, politici e uomini dello Stato. Sugli eventuali provvedimenti che potrebbero essere presi da Questura e Prefettura (come ad esempio una redistribuzione delle unità dislocate nel teramano con un spostamento dall’interno verso la costa), molto peseranno i risultati delle indagini inerenti i due incendi alle auto del giudice Tommolini e del maresciallo De Cicco. Risalire agli autori dei roghi significa infatti poter delineare il tipo di criminalità che ha concepito gli attentati. Le valutazioni da farsi saranno diverse a seconda che gli episodi potranno essere ricondotti a piccoli delinquenti locali alla ricerca di interessi spiccioli o, piuttosto, ad organizzazioni malavitose più complesse e strutturate, da contrastare con interventi specifici.

Nell’incontro il Prefetto ha inoltre illustrato ai capigruppo il “Patto per la sicurezza della costa”, un progetto consistente in una collaborazione tra i sette comuni costieri nel contrasto alla criminalità.

Il Patto prevede l’istituzione di una cabina di regia e l’accantonamento di un fondo in ogni Comune, da utilizzare per un maggiore impiego di Polizie Municipali sul territorio (facendo ricorso agli straordinari) e per campagne di sensibilizzazione dei cittadini, chiamati ad essere parte attiva nella lotta alla criminalità con denuncie di reati e segnalazioni di situazioni sospette, che a quanto pare sarebbero invece molte volte taciuti.

Il Patto per la sicurezza, proposto nel novembre 2010 ai Comuni costieri, non ha però sortito risposta dalle 7 amministrazioni comunali, e il Prefetto non ha nascosto una vena di disappunto per il mancato interesse nei confronti di un progetto avviato con successo in molte altre città italiane. Ha proposto quindi come alternativa l’avvio del progetto “Mille occhi sulla città”, già operativo con buoni risultati a Teramo.

Soldà ha ribadito inoltre che a Martinsicuro le forze dell’ordine sono presenti e che si effettuano controlli ed indagini ad ampio raggio, a smentita del fatto che molti cittadini lo considerino invece un territorio “abbandonato a se stesso”.
Il prossimo 6 dicembre si terrà un nuovo incontro del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dove si effettuerà una prima analisi e valutazione delle indagini in corso relative agli attentati, per poi arrivare prima delle festività natalizie ad un secondo tavolo di confronto da cui potrebbe scaturire qualche decisione inerente la questione sicurezza a Martinsicuro.

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