San Nicolò-Samb 1-2. “Al 15′ la Samb è subito in vantaggio grazie ad un tiro dalla distanza di Napolano sul quale non è impeccabile  il portiere Angelozzi, la conclusione è angolata ma non fortissima eppure all’estremo difensore si “piegano le mani” e la sfera si insacca. Al 31′ Carteri pennella un lancio millimetrico per Cremona che brucia Ciminà ma invece che puntare il portiere cerca un diagonale sinistro che si spegne sul fondo. Passa un minuto e Voinea cerca un tiro dal limite dell’area ma calcia alto coordinandosi male. Infine al 38′ è Napolano a divorarsi il 2-0 all’interno dell’area piccola, l’attaccante potrebbe appoggiare per Cremona ma cerca una difficile girata di sinistro e il pallone termina alto”

Caro Ottavio, riporto questi dati di cronaca pura per evidenziare un fattore del quale non hai tenuto conto, dicendo a fine gara che la Samb, a fine primo tempo, doveva stare 7-0. Un’esagerazione che ci sta quando la rabbia prevale sulla serenità ma è anche vero che, se una squadra di serie A, dico di serie A, facesse un gol ad ogni azione le partite finirebbero con dieci reti a partita. L’esagerazione qui è reale.

In ogni caso sarebbe stato un 3-0, con il gol fatto quasi regalato dal portiere avversario. Sono solo dati di fatto che spero ti aiutino per il futuro, perché io, di una cosa sono certo: tutta la città, giornalisti compresi, ti vuole bene. Se qualcuno non te ne vuole non è sicuramente il giornalista (il fatto che sia mio fratello non c’entra assolutamente) che vorrebbe dalla squadra qualcosa di più (senza farsi influenzare dai risultati) ma chi non rispetta e offende un collega (mi auguro che stamattina lo chiamerà per scusarsi) magari solo per accattivarsi le tue simpatie. Al limite bastava, al giornalista estraneo alla discussione, entrare nel merito e dire, al contrario, che la Samb ha gioco e che deve continuare così. Certe sue parole mi hanno fatto arrabbiare, invece, proprio perché sono il fratello di Pino Perotti.

Cambiando discorso, chiedendo “perdono” a chi vorrebbe che andassi a vedere anche le partite fuori casa (per cui il mio pensiero è valido a metà) io credo che la Samb ha una potenzialità da buon terzo posto (se poi Ancona e Teramo, come un anno fa lo stesso Teramo e Rimini, fanno harakiri, meglio ancora), onore quindi alla società e a DG e DS, perché credo che gli acquisti dipendano da loro, sia nel bene che nel male.

Ma anche che (come dice un tifoso) con un allenatore, non alle prime armi, probabilmente avremmo oggi qualche punto in più. E tutti saremmo più contenti perché, chi è alla guida sei tu, Ottavio Palladini, ragazzo integerrimo e stimato da tutti in città. Ti invito quindi a cambiare registro e alle critiche, giuste o sbagliate che siano, inizia a rispondere da allenatore esperto, per esempio così: “Se vinciamo senza gioco figuriamoci quando arriverà”; oppure “A me interessano i punti, il calcio è fatto di episodi e di classifica”, oppure “Rispetto il suo punto di vista ma non ne sono interessato” e così via. Sarebbero risposte dure ma in tema. Infatti, cosa c’entra l’amore per la Samb in tutto questo? Nulla ma proprio nulla, altrimenti, se la pensi così, devi circondarti di “yesman” (nel mondo del calcio proliferano) che alla fine, vedrai, saranno i primi a rinnegarti perché, se si è “yesman”, lo si è sempre. Solo allora capirai che l’amore per la Samb è tutt’altra cosa.

Scusami Ottavio ma ti stimo troppo e ti voglio troppo bene. Ed ho preferito (magari non accetterai) paragonarti ad un figlio che, quando sbaglia, va ripreso e aiutato a cambiare. Come avrai ben capito, questa mia scaturisce dal fatto che  il tuo errore non è stato “tecnico” ma caratteriale e frutto di inesperienza.

Ti voglio all’uopo ricordare un particolare: nell’ultima partita che Cristian Bucchi giocò con la Samb (aveva poco più di 17 anni, era Eccellenza mi pare) sbagliò gol facili ed uno clamoroso a porta vuota. Gli diedi un bel quattro in pagella e qualcuno si risentì perché ero stato troppo severo con un giovane alle prime armi. Sei, sette anni fa il suo papà mi disse che ancora mi ringrazia per aver riportato fedelmente quel giorno, a differenza di altri giornalisti, quanto era accaduto in campo. “Fu una scossa benefica per mio figlio”, mi disse.

Forza Samb e auguri.

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