per una più facile comprensione del testo si consiglia di aprire questi allegati:

1) Mappa fascia di rispetto Fosso collettore;

2) Tronto, rischio esondazione in zona Agraria, centrale Gas Plus

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si tratta di uno degli aspetti tecnici più discussi in merito alla centrale di stoccaggio Gas Plus: il rischio esondazione nell’area nella quale la centrale ricade.
Ci affidiamo anche in questo caso a documenti ufficiali di Gas Plus.
Occorre valutare che oltre al fiume Tronto vi è anche il Fosso Collettore, che parte proprio dal Tronto e sfocia in zona Sentina.

Scrive Gas Plus: “La piazzola esistente ed i nuovi lavori (…) sono posti in zona E2 – rischio medio (aree che possono essere interessate dalle piene con tempo di ritorno assimilabile a 200 anni) (…).

Secondo l’articolo 10 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico del Fiume Tronto” la striscia di terreno di larghezza 30 metri per lato misurata a partire dal piede esterno dell’argine o dalla sponda del canale “Fosso Collettore” (corso d’acqua di classe 2) è una fascia fluviale di tutela integrale, in cui sono vietate le nuove costruzioni e gli ampiamenti di edifici, nonché l’accumulo e lo smaltimento di rifiuti e/o qualsiasi tipo di materiali che possano compromettere la sicurezza idraulica in caso di piena.
Una porzione dell’area interessata dal progetto ricade in questa fascia fluviale di tutela integrale
“.

Dai documenti Gas Plus “nell’area interessata” insisterebbe la recinzione e un’area che Gas Plus chiama “Impianto Snam Area Consegna“, di fronte “all’ingresso Snam”, dal quale dovrebbe passare il tracciato del metanodotto che collega la centrale all’Area Trappola Snam, e di qui verosimilmente alla rete nazionale.

Ovviamente la recinzione della centrale Gas Plus è in parte all’interno della “fascia fluviale di tutela integrale”. Ma in cosa consiste questa recinzione?

Scrive sempre Gas Plus in un altro passaggio: “La recinzione esterna della Centrale di Stoccaggio gas San Benedetto sarà realizzata con cordonatura di fondazione in calcestruzzo armato per un’altezza approssimativa di 60 centimetri e un pannello graticolato modulare galvanizzato, del tipo “Orsogril”, per un’altezza approssimativa di 140 centimetri. I pannelli saranno dotati di “offendicole” per l’inserimento di filo spinato anti-intrusione.
Le recinzioni di delimitazione e protezione interne saranno realizzate in rete di filo metallico plasticizzato. I paletti saranno fondati in plinti non armati di calcestruzzo”.

Tutto ciò confligge con quanto scritto nel Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico del Fiume Tronto o è invece da esso giustificato? Si attendono risposte. Chiare e celeri, possibilmente.

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