Gas. L’argomento sul deposito di gas sotto i nostri piedi (la nostra sede è proprio lì) diventa sempre più ricco di opinioni. Giusto così perché è, in ogni caso, un problema, anche se la sua entità è diversa a seconda dei punti di vista, seppur tutti legittimi. Su una cosa però credo siano d’accordo: “prima di tutto la salute”.

Dice l’assessore regionale, l’acquavivano Donati, “Lo stoccagio di gas è sicuro”. E ci mancherebbe altro che si mettesse un impianto del genere sotto le abitazioni e non venissero rispettati tutti i canoni riguardanti la sicurezza. Per cui credo che il problema sia un altro. Senza andare a scomodare grandi tragedie come la centrale nucleare di Černobyl’ in Ucraina, quella giapponese e quella della ThyssenKrupp a Torino, vi pare che, quando sono state costruite,  e giornalmente, i canoni di sicurezza non erano e non venivano rispettati.

Sicuramente sì ma due errori umani ed uno in seguito a calamità naturali (Giappone) hanno provocato disastri e tantissimi morti. Sarebbero stati molti di meno se, nelle vicinanze, ci fossero state meno persone possibili, a parte l’incidente di Torino che non c’entra nulla in quello che sto dicendo ma che è scaturito da mancati controlli che sono comunque addebitabili all’uomo e quindi imprevedibili a priori.

Vengo a noi: anche per lo stoccaggio di gas nel quartiere Agraria, nonostante tutte le norme di sicurezza siano rispettate, un incidente può sempre accadere per uno dei motivi che ho sopra esposto. Il secondo aspetto è prevalentemente psicologico quindi non quantificabile. Rischio infinitivamente piccolo che devono sopportare i residenti (in Italia ci sono zone soggette a terremoto ed altre meno e nessuno se ne va per questo motivo dalle zone più a rischio) che lì debbono stare con il vantaggio (mi auguro che sia trasparente ed utile) che la città riceverà un compenso economico pro cittadini (almeno me lo auguro!)

Chi, invece, può scegliere se venire a San Benedetto in vacanza o no, l’aspetto psicologico (seppur solo quello) può essere un deterrente. Per capire questa cosa basta vedere l’elenco dei Comuni italiani che, insieme a San Benedetto del Tronto godranno dello stesso beneficio economico. Soltanto l’accostamento, indipendentemente dal contesto, svaluta il nostro territorio.

Quest’ultimo aspetto mi fa venire in mente che, forse, mentalmente i responsabili politici della nostra riviera hanno rinunciato a cercare benefici economici provenienti da una più mirata promozione turistica e li cerca in modi diversi come altri paesini che, per motivi diversi, non hanno le caratteristiche per vivere delle vacanze altrui.

So che altri nei giorni scorsi hanno già espresso concetti simili ai miei. Spero di aver aggiunto qualcosa di nuovo ma ricordo anche che, già 5 anni fa, noi di Riviera Oggi sollevammo il problema senza che nessuno (politici, tranne Primavera o altri organi di informazione) prendesse in considerazione seriamente il problema che evidenziammo in copertina nel nostro settimanale in edicola.

Il titolo che ho scelto è chiaramente una provocazione ma fra qualche anno potrebbe non esserla più.

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