SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Niente panico. Predica calma l’assessore regionale all’Ambiente Sandro Donati in merito alla centrale di stoccaggio del metano che dovrebbe sorgere a San Benedetto: “Le procedure vanno spiegate bene prima di dare le colpe. Se viene detto che tutto è regolare non c’è alcun motivo per opporsi alla realizzazione”. Anche perché “in Italia esistono già quattordici giacimenti di stoccaggio di gas.

L’iter sarebbe in fase avanzata, con il Ministero dell’Ambiente che sta provvedendo alla valutazione dell’impatto ambientale. Terminata la fase tecnica, che a quanto pare dovrebbe dare esiti positivi, al tavolo verrebbe chiamata a partecipare anche la Regione Marche con il ruolo tuttavia marginale di fornire l’intesa. In caso di osservazioni, queste potrebbero persino non essere prese in considerazione se non seriamente motivate. “La valutazione avrebbe escluso qualunque tipo di rischio di inquinamento acustico ed ambientale”, garantisce Donati. “Non si alimenti la polemica; sembra una cosa tranquilla sotto tutti gli aspetti. Se poi c’è qualcuno che, carte alla mano, sostiene che quello che hanno detto i tecnici sia sbagliato, può sempre ricorrere al Tar che bloccherebbe la procedura”.

Il Comune, dal canto suo, si affiderà agli studi dell’Università di Camerino. “Vorrei inoltre proporre – spiega Gaspari – l’istituzione di un comitato di ulteriore garanzia per la popolazione”. A farne parte sarebbero i capigruppo del consiglio comunale, oltre a tecnici, geologi ed ingegneri della zona.

Non ci possono essere dubbi, nemmeno i più minimi”, continua il primo cittadino. “Non esistono deroghe per quel che riguarda salute e sicurezza. Ma serve coscienza e consapevolezza di ciò di cui discutiamo”. Tradotto: niente no a priori e basta allarmismi. E per placare gli animi ecco pronto il paragone: “Il sindaco di Minerbio, paese che presenta una simile centrale, mi ha assicurato che dal 1979 non si sono mai riscontrati problemi. Anzi quando ho chiesto loro della candela alta 30 metri che nascerebbe, mi ha risposto che nel suo territorio c’è quella dello zuccherificio alta ben 60”.

Il Comune di Minerbio, per la cronaca, registra la presenza di appena 8 mila anime, meno di un quinto di quelle presenti, ad oggi, a San Benedetto. Cifra destinata ad ampliarsi notevolmente d’estate, con la Riviera delle Palme che diventa meta di turisti e visitatori, a differenza della realtà bolognese. Donati, pertanto, taglia corto: “Queste situazioni non sono invalidanti per il turismo, né tantomeno per il territorio. Al contrario possono aiutarlo”.

POSSIBILI INTROITI C’è poi la questione legata ai ricavi. “Nel 2010 – informa ancora l’assessore – gli incentivi per lo stoccaggio si aggirarono sugli 1,5 miliardi di euro, da ripartire per le città interessate in base alla quantità di metri cubi utilizzati”.

QUALE FUTURO PER L’AGRARIA? Resta infine da capire quale sarà il destino per il quartiere Agraria, chiamato ad ospitare sei pozzi e a trattare il gas da commercializzare. Non il massimo del fascino per una costola di città da sempre poco appetibile.

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