SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dal 2006 noi di Riviera Oggi abbiamo sollevato il problema dell’impianto di stoccaggio di gas, e la questione poi è divenuta via via di interesse pubblico, fino al Consiglio comunale del 16 novembre. Il consiglio comunale di qualche giorno fa, con la manifestazione in maschere antigas ha suscitato poi il giusto interesse.

Questo il clima dell’incontro informativo svoltosi il 21 novembre a Ponterotto. Fra i tanti presenti, l’unico politico è stato il consigliere di minoranza Luca Vignoli, del Pdl.

Il geologo Serafino Angelini ha spiegato come si sono formate nei secoli le cavità del sottosuolo, che nel nostro caso coprono 85 chilometri quadrati: “Quando le nostre zone erano completamente immerse nel mare, i sedimenti che scivolarono dalle montagne si depositarono in fondo al mare. In migliaia di anni gli stessi sedimenti, soprattutto quelli organici si trasformarono in idrocarburi”.

Questo è il motivo per cui nel sottosuolo si creano naturalmente certe cavità, a più livelli. Il deposito di San Benedetto si trova a circa 3 chilometri di profondità.

Durante la serata sono state visionate durante l’incontro le valutazioni ambientali fatte dalla Gas Plus su San Benedetto del Tronto. Tuttavia, se la centrale per ora è solo ipotizzabile, le polveri sottili sia le Pm10 che le Pm2,5 (più piccole e pericolose) presenti nell’aria superano per la maggior parte dei giorni alla settimana i limiti imposti dalla legge.

Torniamo ora allo stoccaggio. L’impianto sarebbe esterno e parecchio visibile, secondo Angelini. Rispetto al progetto presentato dalla Gas Plus, dovrebbero sorgere anche due torri, una per due anni, il tempo utile per la trivellazione, di 60 metri e per sempre una “candela/torcia” dalla quale uscirà una fiamma nel momento del funzionamento estrattivo.

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