MARTINSICURO – Quelli che hanno partecipato al sit in sono giudici indignati. Uomini e donne dello Stato che, a chiare lettere, fanno capire che lo Stato ha abbandonato questa parte del territorio abruzzese. Non si sottrae a dichiarazioni il presidente del tribunale di Teramo, Giovanni Spinosa. “La nostra è una manifestazione spontanea a difesa di un nostro giudice oltraggiato in questo modo, per ben due volte nel giro di tre giorni. Con grande lucidità, senza perdere di vista il ruolo che ricopriamo, siamo qui a dire alla collega Marina Tommolini che le vogliamo bene. Vogliamo darle quella sicurezza che in questo momento non riesce ad avere”. Alza il livello di allerta l’ex giudice di Teramo ed ora consigliere in Corte d’appello all’Aquila, Aldo Manfredi. “Ho la sensazione che non sia stato dato risalto a quello che consideriamo un attacco allo Stato ed alle istituzioni. E’ un territorio, questo, che deve essere recuperato con la presenza dello Stato che qui manca. Fatti del genere succedono solo in Calabria e nemmeno più in Sicilia. Il livello criminale si è elevato qui, è un territorio chiaramente inquinato da presenza di criminalità extracomunitaria e nazionale. Quando dirigevo il tribunale di Giulianova, dicevo che questa parte di territorio provinciale è la “stazione Termini “, intendendo dire con ciò che qui arriva di tutto. E’ il territorio più degradato di tutta la Regione. Dico da giudice della Corte d’appello che è un territorio abbandonato. La gran parte dei processi arrivano proprio da qui. Assolutamente bisogna istituire un commissariato di polizia“.

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