BRUXELLES – Place Schuman, indirizzo della Commissione e del Consiglio dell’Unione Europea. Ed eccoli i gestori di stabilimenti balneari, che come promesso, in questi giorni  hanno assediato l’anima politica del Vecchio  Continente, Bruxelles.

Ombrelloni, sdraio e addirittura un pattino di salvataggio: tra le sedi istituzionali è riecheggiato il ”no alle aste, sì alla deroga” per la direttiva Bolkenstein.

Organizzato per iniziativa del Movimentobalnerari.it e il Comitato “No alle aste” della Toscana, sono partiti all’alba del 20 novembre da Toscana, Liguria, Lazio, Veneto, Marche (i nostri sambenedettesi dell’Itb) e Abruzzo per arrivare con un corteo di camper: “Per salvare cabine, bar e ristoranti sulle spiagge d’Italia dall’assalto dei grandi gruppi immobiliari”.

“Tredici camper giravano attorno alla sede della Commissione Europea, insieme ad alcune automobili, mentre noi eravamo a manifestare con tutto l’occorrente” spiega Giuseppe Ricci, presidente Itb Italia. Poi una delegazione di dieci imprenditori, tra cui anche io, siamo stati ricevuti dagli europarlamentari, ai quali abbiamo esposto i nostri problemi”.

Ad ascoltarli c’erano Debora Serracchiani e Leonardo Domenici del Pd e Carlo Fidanza e Lara Comi del Pdl, che hanno organizzato un incontro con i tecnici della Commissione Europea.

Dopo l’ipotesi di permettere una durata di 90 anni alle concessioni, seccamente respinta da Bruxelles qualche mese fa, stavolta sembra che il clima sia diverso. Infatti la Serrachiani dichiara subito dopo l’incontro: “È emerso che nella direttiva ci sono margini di manovra”.

”Ma ora – continua l’eurodeputata Pd – l’importante è che prima di tutto si chiuda la procedura di infrazione. In questo senso la palla è nel campo del Governo italiano”.

Dal canto suo Domenici ha osservato: ”Se si apre un tavolo, è ragionevole pensare che si possa trovare una soluzione per la specificità del settore balneare in Italia”.

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